Fotografare la Via Lattea: inquadratura

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In questo articolo vedremo la scelta dell’inquadratura  in base a come vogliamo fotografare la Via Lattea. Vedremo la scelta del periodo e della tipologia di scatto che vogliamo ottenere.

 

Come abbiamo detto nel precedente articolo, la prima grande distinzione da fare sugli scatti della Via Lattea è se vogliamo prendere l’interno arco oppure averla sulla verticale. Per catturare l’arco completo, dobbiamo allora pianificare le nostre uscite nei primi mesi in cui è visibile la Via Lattea “estiva”. L’arco completo è quella situazione in cui la Via Lattea bassa sull’orizzonte a est disegna un vero e proprio arco nel cielo. Da aprile a giugno essa sarà bassa sull’orizzonte. Ad aprile sorgerà però molto tardi, indicativamente prima dell’alba. Spostandosi verso giugno tenderà a sorgere sempre prima, verso metà notte.

Anche nel mese di luglio tecnicamente è possibile fotografare l’arco, seppur con una certa difficoltà. Quando inizia il buio astronomico la posizione della Via Lattea è ormai già alta in cielo. Per inquadrare tutto l’arco è necessario avere un grandangolare spinto oppure un fish-eye. In alternativa è possibile effettuare una panoramica notturna, riuscendo ad inquadrare potenzialmente tutto il cielo a 360°.

Se invece la nostra intenzione è quella di immortalare la milky verticale, allora i mesi più corretti sono da luglio a settembre, quando tende a salire verso lo Zenith. La verticale è invece la situazione in cui si estende dall’orizzonte verso l’alto come una fascia luminosa. Anche dopo settembre è possibile inquadrarla in questo aspetto. L’unica difficoltà è che tende a sorgere sempre più vicino al tramonto quando la luce del sole è ancora presente.

Fotografare la Via Lattea

Questa immagine mostra esattamente l’inquadratura verticale per fotografare la Via Lattea. La location di questo scatto è una delle più famose quando si parla di immagini relative alla Via Lattea in Italia. Si tratta del “circle of cypress“, il cerchio formato dai cipressi nella Val D’Orcia, accanto ai famosissimi “cipressi della Val D’Orcia”. Le condizioni erano molto buone: luna nuova, un tasso di umidità non troppo alto e un inquinamento luminoso molto basso. Proprio questi aspetti saranno trattati nel prossimo articolo, entrando sempre più nel dettaglio della fotografia alla Via Lattea.

 

Mattia Radoni per LiveMedia24

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