• I progettisti di American Magic, con barca 2, battezzata come “The Patriot” hanno apportato corpose modifiche al disegno dello scafo, rispetto a barca 1. Anche il team americano ha introdotto la “chiglietta” e su questo aspetto si accoda a quanto già fatto vedere da Luna Rossa e Team New Zealand.

“The Patriot” in fase di foil (Credits: © Sailing Energy / American Magic)

Il perché si sia deciso di abbandonare lo scafo totalmente piatto è semplice, barca 1 era estremamente lenta in tutte quelle manovre a scafo bagnato, questo a causa dell’elevata superficie di contatto con l’acqua. The Patriot mantiene però volumi “importanti” questo per contrastare gli ingavonamenti all’anteriore nel momento il cui l’imbarcazione esce dalla fase di foil.

Il regolamento vuole, che tutti gli sforzi progettuali delle due “ali” laterali, si concentrino da parte dei team solamente sulle parti terminali (le braccia di sollevamento sono state fornite ai team direttamente dall’organizzazione). In questo caso il consorzio americano ha optato per due estremità con un angolo meno acuto rispetto agli altri challengers. Il “siluro” centrale è ben più rappresentato rispetto ad esempio che su Luna Rossa, dove invece è appena abbozzato. Queste due peculiarità dovrebbero assicurare alla barca una maggiore stabilità nelle fasi di navigazione a scafo alto.

Il timone mantiene una larghezza pressoché costante dalla base scafo alla parte più sommersa; questo teoricamente dovrebbe consentire una maggiore manovrabilità alla barca in fase di match-race per penalizzarla invece nella fase di crociera. Impressioni in parte smorzate durante l’America’s Cup World Series di dicembre. In queste regate infatti, la barca americana si è dimostrata si, molto agile nelle fasi precedenti alla partenza; ma al contrario di ogni previsione, anche estremamente stabile e veloce durante le fasi di volo.

Modifiche sono state fatte anche ai corridoi di coperta, ora sono molto più rialzati e stretti rispetto alla prima barca; i grinder lavorano praticamente senza di fatto emergere dallo scafo: l’aereodinamicità ringrazia… Totalmente rivista la posizione del timoniere che ora lavora molto più a prua.

L’equipaggio di American Magic al lavoro nei due corridoi di coperta (Credits: © COR 36 | Studio Borlenghi)

La parte elettronica e di sviluppo software è stata invece affidata al colosso Europeo Airbus, un vero peccato che questo abbia preferito scendere in acqua con un team americano piuttosto che stringere una partnership con uno dei due consorzi Europei in gara.

Visita il sito ufficiale di American Magic – New York Yacht Club

Roberto Tommasini per LiveMedia24

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