“Silent night” la prima cover di Zucchero

Zucchero presenta il suo nuovo album di cover Discover”, da cui è estratto il nuovo singolo “Silent Night”.

Prima cover all’attivo per il nostro Zucchero, “Silent night”, che vede la partecipazione di artisti del calibro di Bono, Elisa e Mahmood, con annesso duetto virtuale insieme all’indimenticato artista, Fabrizio De André. Un canto di Natale bellissimo, amato da tutti noi, inserito nell’ultimo lavoro dell’artista emiliano intitolato, “Discover”.

Un album interamente costituito da cover, quello che Zucchero ci presenta, in questa occasione. La versione di Silent Night,  è contenuta soltanto nella versione Box del disco, venduto esclusivamente sul sito Universal Music in formato fisico.

Queste le parole dell’artista circa il nuovo singolo: «L’ho fatta un po’ mia, cambiando alcune parole, non perché quelle originali non mi piacessero, anzi, ma perché la considero una canzone universale di pace e di speranza, che va al di là di qualsiasi credo religioso».

Di grande importanza, in questo progetto, le collaborazioni con Bono Vox, nel brano “Canta la vita”, Elisa per il brano “Luce (Tramonti a nord est); il giovane Mahmood per “Natural blues” e, non ultimo, il duetto virtuale con De André ne “Ho visto Nina volare”.

Un lavoro, quello che Zucchero ci presenta, reinventato completamente e pubblicato a due anni di distanza dall’ultimo, “D.O.C.”, intriso di sonorità italiane ed africane, le stesse a cui l’artista ci ha ormai abituato da anni.

Ad anticipare il tutto, recentemente, l’ascoltatissimo singolo, “Follow you follow me”, riarrangiato e preso in prestito dai noti, Genesis. Tra l’altro, prossimamente, avrete modo di trovare Zucchero in concerto per recuperare le date precedentemente annullate a causa della pandemia, in Arena, a Verona.

Zucchero è, da sempre, un apprezzatissimo interprete blues, che ha venduto oltre 60 milioni di dischi durante l’arco della sua lunga e colorata carriera. L’unico artista italiano, tra l’altro, ad aver preso parte al Festival di Woodstock, nel lontano 1994.

Alessia Giallonardo per LiveMedia24

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