Il Volo canta Ennio Morricone

Tutto è cominciato per gioco, ora è il “trio” di tenori più famoso al mondo. Ora i “tre ragazzini che cantavano come adulti” rendono omaggio al Maestro Ennio Morricone con un album tributo.

È cominciato tutto come un gioco e in maniera inaspettata è arrivato il successo. Non si conoscevano e per tre puntate di Ti lascio una canzone si sono esibiti singolarmente. Poi cantarono insieme ‘O sole mio. Li contattò Michele Torpedine con Tony Renis: partenza per gli Stati Uniti e in pochi mesi è cambiata la vita di Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble.

Tutto è iniziato come una novità, dei ragazzini che cantano come adulti.

«È cominciato tutto come un gioco e in maniera inaspettata è arrivato il successo. Noi non ci conoscevamo e per tre puntate di Ti lascio una canzone ci siamo esibiti singolarmente. Poi cantammo insieme nella quarta puntata ‘O sole mio. Ci contattò Michele Torpedine insieme a Tony Renis. Partenza per gli Stati Uniti, dove firmammo un contratto con una casa discografica americana, e in pochi mesi è cambiata la nostra vita.»

Oggi i tre ex bambini prodigio de Il Volo continuano ad esportare l’Italia del bel canto, lo fanno con tour di oltre cento concerti in tutto il mondo. Una serie di date in cui il trio, accompagnato dall’orchestra, interpreta i brani di repertorio che lo hanno ormai reso celebre e presenta l’album “Il Volo sings Morricone”, un viaggio travolgente dentro l’arte di uno dei più grandi compositori del Novecento.

«Abbiamo avuto modo di conoscerlo e di lavorare insieme a lui quand’eravamo ancora dei ragazzini. È stato a quattordici anni, durante la registrazione del nostro primo disco. Stavamo facendo le prove con la Sinfonietta e mi ricordo che inizia il pezzo, il Maestro dà l’attacco e io non parto.» racconta Gianluca Ginoble «Panico più totale! Morricone si gira verso di noi, io lo guardo: “Quindi me lo dai tu l’attacco!” dandogli del tu deliberatamente, tra l’espressione sbigottita dei presenti. E lui a me: “Nun te preoccupà, ragazzì, ce penso io!”.»

Gino Morabito per LiveMedia24

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