La notizia era nell’aria, ma la conferma arriva da un comunicato sul sito ufficiale. Il festival inglese di Glastonbury viene rinviato per il secondo anno consecutivo, slittando al 2022. Il celebre evento, che si svolge quasi ininterrottamente da oltre 40 anni, alza di nuovo bandiera bianca. Un cattivo presagio per i grandi festival nostrani ed internazionali: gli organizzatori dei maggiori raduni musicali avevano già optato per lo slittamento all’estate 2021. Tuttavia, l’attuale contesto sanitario, legato alla pandemia da Covid-19 in Europa e nel mondo, non lascia intravedere speranze di ritrovare a breve le agognate folle.

Il festival inglese di Glastonbury viene rinviato per il secondo anno consecutivo. L’ultima interruzione pianificata del festival risale al 2018, per ragioni legate al riposo ritmico concesso al terreno e alle cittadine limitrofe.

“Con grande rammarico, dobbiamo annunciare che il Festival di Glastonbury di quest’anno non avrà luogo, e che questo sarà un altro anno di maggese imposto per noi.”

Esordisce così il comunicato di Michael ed Emily Eavis, gli organizzatori del festival inglese. “Maggese” è il termine con cui Michael ed Emily definiscono le annate nelle quali il mega-concerto non si svolge. Questo riposo forzato si rende necessario per consentire in particolare la ripresa del terreno, sottoposto a grandi pressioni da centinaia di migliaia di persone, contestualmente a condizioni atmosferiche sfavorevoli. La persistente situazione derivante dalla pandemia, unitamente alla campagna vaccinale iniziata da solo un mese in Gran Bretagna e nel resto d’Europa, hanno spinto gli organizzatori a prolungare il maggese di un ulteriore anno.

Gli organizzatori hanno già disposto eventuali rimborsi completi senza commissioni, purché richiesti entro fine anno.

I depositi dei biglietti del Festival di Glastonbury del 2021, in origine utilizzati per l’acquisto dei pacchetti del festival 2020, saranno automaticamente convertiti per l’edizione successiva, che presumibilmente si terrà nel 2022.

Il 2022 potrebbe raooresentare l’anno zero, e consentire nuovamente lo svolgimento dei grandi eventi come concerti e festival.

C’è ragione di pensare al 2022 come plausibile “anno zero” del ritorno ai grandi concerti. Non solo gli organizzatori dei grandi eventi, ma sopratutto le istituzioni, dovranno ripensare alle politiche di sicurezza. Gli interrogativi sono ormai legati non soltanto all’incolumità fisica dei partecipanti, ma anche alla tutela della salute pubblica in senso ampio. E’ attendibile pensare che possa essere necessaria una sorta di “lasciapassare” sanitario. Ciò consentirebbe ai cittadini europei ed extracomunitari (Brexit docet) di prendere parte ad eventi con assembramenti. Soltanto grazie ad una certificata vaccinazione contro il Covid-19 dei partecipanti potrà essere possibile tornare ad organizzare i grandi concerti. Per consentire il raggiungimento dell’immunità di gregge indotta dal vaccino, sarà inevitabile lasciar decantare i grandi festival per un altro anno, prima del sospirato ritorno alla (definitiva?) normalità.

Una normalità scontata fino al 2019, che considereremo straordinaria quando potremo tornare a radunarci, a cantare e ad urlare sotto palco.

 

Articolo a cura di: Emmanuele Olivi

Foto: Alessio Marini

Comunicato ufficiale: https://www.glastonburyfestivals.co.uk/a-statement-from-§/

 

 

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