Concerti in era CoVid: urgente un cambio di rotta del governo

A distanza di due anni esatti dalla proclamazione del primo stato di emergenza; il mondo dei concerti è ancora fermo al palo. Urgono provvedimenti per salvare la stagione primaverile ed estiva dei live.

Era il 31 gennaio 2020 e del CoVid-19 si sapeva ancora poco o nulla: i primi due casi italiani (tra l’altro importati) si erano appena paventati a Roma. L’allora governo Conte, come primissima mossa, aveva messo in essere il primo stato di emergenza con il fine di poter fronteggiare al meglio il rischio sanitario derivante dal diffondersi nel mondo del nuovo coronavirus.

Oggi, a distanza di due anni esatti, nel pomeriggio si riunirà il CdM al cui ordine del giorno vi è la revisione di alcune misure restrittive in atto e in scadenza oggi. Tra queste,  ad esempio, la proroga delle chiusure delle discoteche e l’utilizzo delle mascherine anche all’aperto. Non vi è tuttavia menzione alla revisione delle misure restrittive in atto per gli spettacoli live, settore che dal febbraio 2020 si è di fatto fermato.

Ad oggi il settore degli spettacoli si trova in un limbo. Da una parte è concesso lo svolgimento di eventi nei teatri a piena capienza; ma allo stesso tempo non sono concessi eventi con pubblico in piedi. In conseguenza a ciò, i promoter e gli organizzatori di eventi, hanno praticamente già spostato in toto gli appuntamenti indoor programmati fino al 31 marzo; giorno in cui, almeno teoricamente, scadrà lo stato di emergenza attualmente in vigore.

Concerti CoVid

Diodato in concerto all’Arena di Verona nel luglio 2021. L’Arena di Verona, grazie all’adozione di uno specifico protocollo di sicurezza, è stata l’unica location italiana a poter ospitare eventi con più di 1500 persone. (Photo: Roberto Tommasini/LivePhotoMusic)

Da più fronti però, viene richiesta una revisione urgente che si spera possa avvenire già nel Consiglio dei Ministri di oggi. Se appare certo che le misure restrittive non verranno alleggerite in data odierna; in molti chiedono a gran voce una data precisa. Data che rappresenti uno spartiacque, oltre la quale si possa tornare a “far musica live” con limitazioni più abbordabili rispetto a quelle attualmente in vigore.

Se la situazione non troverà uno sbocco in breve tempo, le cancellazioni potrebbero estendersi dapprima agli artisti internazionali e successivamente ai grandi nomi della musica italiana che hanno già programmato le loro date nell’estate 2022. Tra l’altro va detto che la maggior parte dei concerti, ad oggi in cartellone in Italia, altro non sono che la riprogrammazione di eventi originariamente schedulati per il 202o e poi posticipati al 2021.

La settimana scorsa ad esempio è stata diffusa la notizia che i Maneskin hanno posticipato il loro tour indoor Europeo, ma non passa giorno in cui, purtroppo, cancellazioni e rinvii vengono annunciati in una sorta di triste bollettino di guerra.

Organizzare un tour richiede, oltre che uno sforzo economico ingente, già dalla fase di progettazione, molto tempo, e di tempo se ne è già perso troppo. Per scongiurare il rischio che anche il 2022 veda lo svolgimento di soli eventi minori; tutto il mondo dello spettacolo chiede al nostro governo garanzie di poter tornare a lavorare e a far divertire in sicurezza, anche grazie all’adozione di appositi protocolli, il pubblico italiano.

Foto e articolo di Roberto Tommasini per LiveMedia24 

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