La composizione

Uno degli aspetti fondamentali da studiare è la composizione. Un’attenta valutazione della location e un sopralluogo possono aiutare moltissimo nella sua scelta.

Quando si guarda il mondo attraverso il mirino della macchina fotografica si devono prestare una serie di accorgimenti ai quali altrimenti non si farebbe caso. Prima di tutto, la fotografia è una rappresentazione bidimensionale della realtà. In secondo luogo, quando osserviamo ciò che ci circonda non abbiamo vincoli di spazio. Una fotografia invece è contraddistinta da un confine all’interno del quale dovrà ricadere ciò che vogliamo riprendere.

E fin qui ci siamo tutti, no?

In realtà già queste due cose non sono così facili da considerare. La prima scelta è cosa lasciare all’interno dell’inquadratura e cosa lasciare fuori. Scelta che a seconda delle situazioni può essere molto difficile. La composizione corrisponde alla struttura della fotografia in quanto determina come gli elementi presenti nell’inquadratura sono disposti gli uni rispetto agli altri per creare l’immagine desiderata. Una buona riuscita di uno scatto deriva da una buona composizione. Anche il migliore dei soggetti fotografato con una composizione sbagliata perde tutto il suo fascino.

Le regole di base per una buona composizione sono poche:
  1. Semplice: includere nell’inquadratura solamente ciò che è strettamente necessario per guidare lo sguardo di chi osserva. Tutto ciò che è superfluo e potrebbe distrarre l’occhio va eliminato. Quindi via elementi di disturbo, concentrate l’attenzione solo su ciò che è veramente importante, su ciò che volete trasmettere da quell’immagine;
  2. Equilibrio: ogni elemento della scena avrà un certo “peso” nell’inquadratura. Ossia, quanta attenzione richiama quel oggetto in confronto agli altri o all’immagine generale. Questo è fondamentale. Oggetti brillanti, ingombranti, che si staccano subito dallo sfondo o con colori molto saturi cattureranno subito l’attenzione di chi guarda. Posizionarli in modo corretto permette quindi di bilanciare ogni singolo peso nell’immagine rendendola omogenea o viceversa sbilanciata. Nel primo caso vi sarà una sorta di armonia generale, ricercata nelle fotografie paesaggistiche. Nel secondo caso si trasmetterà una dinamicità, utilizzata spesso nelle fotografie sportive.
  3. Respiro: no non è una tecnica strana per respirare meglio. Si tratta dell’aria che c’è attorno al soggetto principale. Non dev’essere né troppa, né troppo poca. Il soggetto dev’essere ben bilanciato rispetto a ciò che ha attorno. Si rischia di ottenere spazi troppo vuoti che fanno perdere l’interesse all’osservatore, o al contrario un soggetto troppo vicino al bordo dell’immagine da un senso di soffocamento.

 

 

 

In quest’immagine ho cercato di ottenere una composizione bilanciata, nonostante fosse una panoramica a 360 gradi. Ogni elemento ha il giusto equlibrio. Agli estremi le due montagne si compensano dando delle linee di uscita quasi alla stessa altezza. Spostandosi da destra verso il centro della foto si trova Ra Gusela. Essa è bilanciata a sinistra dalla Marmolada e dal tramonto del sole. Il cielo ha il giusto respiro, il primo piano anche.

Un altro aspetto molto molto importante è la disposizione degli oggetti nell’inquadratura. Questa può avvenire sia secondo la regola dei terzi, sia secondo la sezione aurea. Questi aspetti meritano un approfondimento dedicato e li vedremo nel prossimo articolo.

Mattia Radoni per LiveMedia24

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