Kandinskij esposto a Rovigo

Kandinskij. L’opera / 1900-1940”. Una mostra ambiziosa che presenta il maestro come non si è mai visto prima in Italia.

“Kandinskij. L’opera / 1900-1940” Una mostra dedicata a uno dei massimi artisti mondiali del Novecento: Vasilij Kandinskij (1866-1944). L’esposizione sarà ospitata a Palazzo Roverella a Rovigo, dal 26 febbraio al 26 giugno 2022.

Un’esposizione senza precedenti in Italia per numero e qualità delle opere presentate. Sono 80 capolavori del grande maestro russo riunite in 12 sale. La datazione compresa fra il 1900 circa e il 1940, cui si aggiungono dipinti di suoi “compagni di strada”: Gabriele Münter, Paul Klee, Arnold Schönberg, Alexej von Jawlensky, Marianne von Werefkin.

Vi saranno esposti anche libri in edizione originale, documenti, fotografie, rari filmati d’epoca, cimeli, oggetti d’arte popolare. Tutto questo per svelare l’enigma Kandinskij e seguire le orme del suo cammino creativo, nel rapporto costante con la dimensione musicale e le profonde radici della sua origine russa. Una sala introduttiva è infatti riservata all’arte popolare russa, dedicata ai popoli della Vologda (Russia settentrionale), con le quali l’artista entrò in contatto nel 1889.

Le prime opere.

Abbandonata la carriera giuridica 1896 Kandinskij si trasferisce a Monaco di Baviera per studiare pittura, prima con Anton Ažbe, poi con Franz von Stuck. Le sue opere rilevanti sono xilografie e dipinti dalle atmosfere fiabesche, che spesso si rifanno al folklore russo. Tra esse “Sonntag”, del 1904, dal Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam.

Dopo un periodo di spostamenti tra l’Europa centro-occidentale e la Russia, nel 1908 Kandinskij si stabilisce in Baviera. I suoi dipinti a questo punto sono caratterizzati da grandi zone di colore brillanti giustapposti. alcuni esempi di questa fase si possono osservare alla mostra assieme a quelle di Gabriele Münter, Marianne von Werefkin e Alexej von Jawlensky.

Il passaggio dalla figurazione all’astrattismo avviene sotto l’influsso del modello musicale; importante in questo senso il rapporto con il compositore e pittore Arnold Schönberg, di cui sono presenti in mostra due importanti dipinti.

Il colore si libera dal disegno, dalla linea, e perde ogni funzione rappresentativa, diviene un mezzo per suscitare sensazioni ed esprimere l’animo dell’artista e le sue percezioni visive, sonore, tattili, psicologiche. “Improvisation 34”, del 1913, è un’opera emblematica, in prestito per la mostra dal Museo di Stato di Belle Arti della Repubblica del Tatarstan.

L’esperienza del “Cavaliere azzurro”.

Il dipinto Der Reiter (Sankt Georg), prestato dalla Galleria Tret’jakov di Mosca, è esempio del nuovo percorso intrapreso da Kandinskij. In mostra viene posto a confronto anche con lavori di Paul Klee.

Dopo un periodo in Svizzera l’artista alla fine del 1914 si stabilisce a Mosca e continua a  teorizzare la correlazione tra forma, colore e musica, contrastato dalle teorie costruttiviste e materialiste.

Bauhaus.

Nel 1922 Kandinskij si trasferisce a Weimar a insegnare al Bauhaus. riguardo questa fase della sua esperienza artistica in mostra, si possono ammirare: “Weisses Kreuz”, olio su tela del 1922 della Collezione Peggy Guggenheim, “Rot in Spitzform”, del 1925, dal MART di Rovereto, e “Grün über Rosa”, del 1928, di collezione privata.

Kandinskij in Francia.

L’approdo in Francia coincide con un Kandinskij più  influenzato anche dall’amico e collega Klee, per cui inizia a farsi spazio un linguaggio vicino per alcuni versi a quello surrealista. Tra i prestiti internazionali, per questa sezione conclusiva della mostra si può vedere “Le nœud rouge”, olio su tela del 1936, dalla Fondation Maeght di Saint-Paul-de-Vence, e “Sans titre” del 1940, dall’Albertina di Vienna.

Il catalogo.

La mostra è accompagnata da un importante catalogo realizzato da Silvana Editoriale, nel quale sono presenti: i saggi dei curatori Paolo Bolpagni e Evgenia Petrova;  quelli di Silvia Burini, Andrea Gottdang, Jolanda Nigro Covre e Philippe Sers;  una biografia dell’artista di Brigitte Hermann e la riedizione della rara traduzione in italiano dello scritto di Kandinskij “Sguardi sul passato”, dalla versione russa del 1918.

A cura di Serena Maddalo per LiveMedia24.

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