Intervistiamo Tiziana Sensi: il suo vissuto tra la passione per l’arte e l’insegnamento. 

Tiziana Sensi è un’attrice e una regista di spessore, una donna che non ha mai arrestato la sua sete di conoscenza, una donna che ama l’arte in ogni suo genere e forma e, la difende. A dimostrarlo è la sua voce, le sue parole gentili, i suoi pensieri e le sue riflessioni. Parlare con lei è piacevole, perché è se stessa. È vera.

Tiziana da alcuni anni ha dato vita ad un progetto di formazione professionale per attori tanto desiderato “Lo studio dell’attore” che si trova a “La Scuola – Teatro Marconi” di Roma. “La Scuola” di teatro e danza tende a formare giovani che aspirano ad intraprendere questa arte. Ed è lì che svolge il suo lavoro grazie alla collaborazione con Felice Della Corte direttore artistico del Teatro Marconi e Presidente dell’UTR.

Ed è proprio da “La Scuola – Teatro Marconi” che parte il nostro incontro.

Cos’è per te il teatro?

Una chiesa con i suoi riti. Il luogo dove si esprimono tutte le arti. È lo specchio della vita. È quell’universo che ci permette di entrare in contatto con l’altro e con le nostre emozioni. È un mondo dove si ride, si piange, si condivide, si litiga … è il luogo della passione. Il Teatro Marconi è una casa per me e Felice Della Corte mi ha permesso di entrare in questa casa, lasciando libera la mia natura ribelle e testarda, ci confrontiamo, ci scontriamo per un unico obiettivo “fare” ma anche sbagliare e ricominciare. Il teatro è l’unico luogo in cui amo vivere, lì sto bene, sempre.

A volte arrivo prima dell’orario delle lezioni o delle prove, mi siedo in mezzo a quelle poltroncine rosse e penso, da sola, in quel silenzio pieno di voci. Noi siamo “animali” abitudinari, la mia preoccupazione più grande, in questo periodo, è che le persone prendano ancora più le distanze dal mondo della cultura. Durante il lockdown tutti hanno organizzato la propria vita guardando le serie Tv, passando ore sui social, facendo la spesa online, le riunioni su zoom, insomma una vita virtuale, la casa è diventata la “gabbia” sicura che ha, apparentemente, tutto alla portata di un click, anche il surrogato delle emozioni. Noi siamo animali sociali e la vita, quella vera, è stare insieme e condividere emozioni.

Mi spiace che hanno chiuso cinema e teatri, ma ancora di più mi fa male la chiusura di tutte le palestre, senza aggiungere una postilla, per tutte quelle famiglie che accompagnano nelle palestre o nelle piscine i bambini e gli adulti disabili. Hanno fatto di tutta un’erba un fascio, un calderone, hanno messo tutto dentro, come accade con la comunicazione, tutti dentro a parlare e ognuno dice la sua e non riesci a capire dove si trova la verità.

Per questo amo il teatro perché attraverso la finzione scenica racconta la verità, sempre, anche quando la verità è scomoda.

Come hanno reagito gli allievi de “La Scuola – Teatro Marconi” a questo nuovo DPCM?

Abbiamo ricevuto qualche giorno fa la comunicazione che, la didattica nei teatri può continuare il suo percorso formativo; ovviamente seguendo sempre tutte le regole: distanza di sicurezza, mascherine, disinfettante in tutti gli spazi, misurare la temperatura e igienizzare continuamente gli ambienti. Gli allievi lunedì, quando sono arrivati, erano molto tristi, avevano gli occhi spenti, poi abbiamo iniziato le lezioni e per tutto il tempo sono stati sereni, concentrati e li abbiamo visti felici, anche perché hanno tante materie artistiche e sono molto impegnati. A marzo abbiamo sostenuto tutti gli allievi con le lezioni online, chiaramente abbiamo potuto fare solo certe materie, perché le lezioni, come il teatro, devono essere dal vivo. Abbiamo la fortuna di essere circondati da docenti molto preparati sul piano professionale e, persone altrettanto straordinarie sotto il profilo umano ed in questo momento storico questo atteggiamento fa la differenza nella vita dei nostri ragazzi.

Perché oggi la cultura ha il compito di trasmettere educazione, gentilezza e rispetto, se vogliamo migliorare qualcosa. Io ho avuto alcuni maestri che urlavano e offendevano. Non ho seguito quel modello.

Tiziana Sensi in questa intervista ci racconta la sua passione per l’arte.

Progetti futuri: sappiamo che hai in programma “Jackie” all’Off/Off Theatre di Roma?

“Jackie” è un testo teatrale scritto da Helfriede Jelinek a cui nel 2004 è stato conferito il premio Nobel per la letteratura. Luca Gaeta, il regista, mi ha proposto di fare questo spettacolo un anno fa. Devo essere sincera è la prima volta che l’idea del regista mi appassiona quanto il testo. Jackie è un’icona e potremmo considerarla la prima influencer, ma sarà interessante analizzare come è cambiata la comunicazione politica con Jackie e John Kennedy e forse oggi siamo il frutto di quel seme, un mondo dove conta apparire, sorridere, ridere e mostrarsi sempre al meglio, anche se non sei una First Lady. Jackie è stata cresciuta ed educata per diventare quel personaggio. Il padre le aveva suggerito: ”Quando sorridi, ricordati la Gioconda di Leonardo”. Jackie ha trasformato la persona in personaggio e noi quel personaggio lo portiamo in teatro.

Ringrazio Tiziana per il suo punto di vista giusto, pulito, avvalorato dalla sana passione che nutre per l’arte.

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