Il 29 ottobre al Teatro Lo Spazio di Roma, Maximilian Nisi avrebbe dovuto debuttare con il suo “Giuda” (testo di Raffaella Bonsignori),  abbiamo avuto modo di scambiare qualche opinione con lui subito dopo l’attuale DPCM che ha nuovamente bloccato il mondo del teatro e dello spettacolo.

Ancora uno stop, per i lavoratori dello spettacolo. Qual è l’umore del momento?

Non è il primo stop. Come tu sai, ne abbiamo avuto già uno a fine febbraio, dopo il quale, con grandissima fatica, a distanza di mesi, molti teatri per poter riprendere la propria attività sono stati costretti, seguendo i protocolli, a riorganizzare i propri spazi, imporre nuove regole. Non da ultimo fare un grandissimo lavoro di promozione per cercare di sensibilizzare il pubblico e riavvicinarlo al teatro nel rispetto delle norme vigenti. Qualche giorno fa, dopo pochissime settimane di attività, è arrivato il nuovo decreto: la chiusura fino al 24 novembre di teatri, cinema e associazioni culturali, ad eccezione dei musei, con il veto tassativo di svolgere qualunque tipo di attività ricreativa.

Dopo un primo momento di scoramento e di amarezza, mi sono ritrovato a fare alcune considerazioni. Sono consapevole del momento che stiamo vivendo; Il covid è certamente una grande minaccia per tutti noi, non ho alcun dubbio a riguardo, ma so anche che, durante questa pandemia, il nostro è stato uno dei settori più penalizzati. Sinceramente faccio molta fatica a comprendere le nuove disposizioni, dal momento che le condizioni di lavoro in teatro sarebbero state in linea con i decreti emanati e i contagi avvenuti dopo la riapertura, secondo la stima dell’Agis, erano stati praticamente inesistenti. Non ci rimane che accettare mal volentieri questa decisione, manifestare civilmente il nostro scontento e sperare che l’emergenza sanitaria finisca al più presto per riprenderci le nostre vite congelate da mesi.

Maximilian Nisi: Il suo Giuda bloccato dal nuovo DPCM

Maximilian Nisi: anche Il suo Giuda è stato bloccato dal nuovo DPCM

Cosa ti auspichi per il futuro del teatro? Quali cambiamenti?

Non appena l’emergenza sarà finita mi auguro che la politica non dimentichi questo nostro momento di difficoltà. Spero che ne tenga conto per rilanciare in modo adeguato il nostro settore, dandoci finalmente la possibilità di dialogare al fine di essere rappresentati in modo significativo e fattivo negli anni a venire. Il teatro è importante, è fondamentale alla vita, come tutte le espressioni d’arte. È cibo per l’anima, non può essere gestito in modo disattento, sciatto e superficiale. È evidente che chi ci governa non ama il nostro settore, lo cura pochissimo e lo osteggia in modo evidente.

Mi auguro maggiore dignità per noi e per il lavoro che svolgiamo. Dovremmo imparare a salvaguardare il nostro patrimonio artistico, prendendocene cura, ricordarci del ruolo centrale che il nostro paese ha sempre avuto nel mondo e nella storia. Abbiamo troppo e purtroppo quel troppo viene mal gestito. Trovo terrificante, ad esempio, che i teatri chiudano, che vengano demoliti e trasformati in centri commerciali. È una pratica degradante che attesta che la nostra società è profondamente malata ed è per questo che va curata il prima possibile per evitare che muoia irrimediabilmente. Insomma, è tempo di riforma.

Parliamo del tuo nuovo progetto, Giuda. Cosa si prova ad essere nei suoi panni?

E’ stato detto e scritto tantissimo su questo personaggio e non credo che in futuro accadrà diversamente. È affascinante, pregno e di grandissima attualità. Mille ipotesi sono state fatte sul suo conto e sulla vicenda di cui sappiamo esser stato losco protagonista. Gli interrogativi sono tanti e questo ha reso molto stimolante l’approccio che ho avuto con lui, la fase di studio e di approfondimento. Interpretarlo è certamente stimolante. Giuda ha lati oscuri, diabolici, ma anche debolezze infantili che lo rendono molto umano e terribilmente vicino a tutti noi.

Dedicarmi a questo progetto è stato importante; Il fatto che l’abbia fatto con Raffaella, che ha scritto il bellissimo testo, con Stefano De Meo, che ha composto le meravigliose musiche e con tanti altri amici ha reso il momento di creazione unico e prezioso. Giuda desiderava un cambiamento, un nuovo stato di esistenza, esattamente come noi in questo momento. Mi auguro che l’epilogo possa essere differente, ossia pieno di vita e di speranza.

Un ringraziamento a Maximilian, ed un in bocca al lupo futuro per quello che sarà il suo Giuda.

https://www.facebook.com/maximilian.nisi

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