Roberto Chevalier: “Top Gun: Maverick”, trentasei anni dopo

Una voce bellissima, riconoscibilissima, quella di Roberto Chevalier, noto doppiatore e attore.

Lo incontriamo, questo maggio, in occasione dell’uscita al cinema di “Top Gun: Maverick” per cui presta, nuovamente, la voce all’attore Tom Cruise.

Un incontro avvenuto anni fa, lavorativamente parlando, quello tra il doppiatore Roberto Chevalier e l’attore Tom Cruise. Un vero e proprio sodalizio importante, ancora oggi “sentito”.

Ringraziamo il doppiatore Roberto Chevalier della disponibilità, del tempo che ha potuto dedicarci, del racconto di questa nuova avventura “insieme” a Tom Cruise, al suo “Top Gun: Maverick”.

Siamo felici di accogliere nuovamente Roberto su LiveMedia24. Come procede il tuo vissuto? 

Sto bene, grazie! La mia è una vita sempre piena, interessante, anche se faticosa.

La tua è una voce davvero particolare, che entra nelle nostre case da anni, ormai. Quanto apprezzamento c’è, di volta in volta, da parte del pubblico? 

Il pubblico è una costante importante del nostro percorso artistico. Sono di certo tanti i complimenti che ricevo. Il nostro lavoro è camaleontico, davvero bello e particolare. Sapere di essere apprezzato mi gratifica molto.

In “Top Gun: Maverick”, sequel del “Top Gun” del 1986, presti nuovamente la voce all’attore Tom Cruise. Un incontro, lavorativamente parlando, importante, forte. Cosa puoi dirci a riguardo? 

Ho avuto modo di avere una visione completa di “Top Gun: Maverick” soltanto in questi giorni, dopo averlo doppiato. Si tratta di un film particolare, bellissimo, che vi consiglio di andare a vedere al cinema. Film del genere devono essere vissuti in luoghi adeguati, capaci di poterne risaltare l’importanza. Tengo tantissimo al mio lavoro, alla possibilità di poter controllare ciò che realizzo. Sarei stato felice di rivedere Cruise in Italia, ma quest’anno non ha presenziato ad alcuna anteprima nella nostra penisola. Il nostro primo incontro avvenne nel periodo di “Intervista col vampiro”, anni fa. Successivamente a Taormina, nel 2000, dove presentammo insieme “Mission Impossible 2” e ricevemmo il premio alla carriera, lui, ed io il Nastro D’Argento per averlo doppiato in Magnolia. Una persona compita, disponibile, davvero piacevole.

Il doppiaggio, come la recitazione, hanno subito un cambio di rotta, negli anni. Quanto pensi sia cambiato, nel tempo, questo mestiere? 

Tantissimo, senza alcun dubbio! L’avanzare delle nuove tecnologie ha giocato un grande cambiamento, così come la richiesta da parte del cliente, la riduzione dei costi e l’intensificare i piani di lavoro. Ci si confronta con realtà produttive importanti, diverse, che richiedono tempistiche alternative. Un mestiere che non è mai statico, bensì in continua evoluzione, a seconda del modo in cui si guarda il tutto.

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti futuri? 

Certamente! Per Netflix vi saranno, in uscita, “Players” e “Your Christmas Or Mine”. In programmazione vi è gia, “Home Town Cha Cha Cha”, serie coreana. Altre piattaforme mi vedranno doppiare Greg Kinnear e, prossimamente, Andy Garcia. Non ultime, le repliche di “Grand Hotel”, dai primi di giugno, e la terza stagione, da luglio.

Alessia Giallonardo per LiveMedia24

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