Rugby: TOP10 alla ricerca di un campionato

Continua il percorso ad ostacoli di questo martoriato campionato TOP10 di Rugby. Lo scorso fine settimana doveva essere la giornata dei recuperi, purtroppo così non è stato. Su tre partite da disputare, una sola è stata recuperata, Valorugby Emilia vs FEMI CZ Rugby Rovigo. Chi sperava in un avvio più promettente del 2021 è rimasto deluso, si è ricominciato dove il 2020 ci aveva lasciato.

Foto Alessio Tarpini/LivePhotoSport

Con un numero consistente di partite ancora da recuperare, la classifica risente dei continui annullamenti. Insomma un momento difficilissimo per il rugby italiano.

Il Rugby Rovigo attualmente è in testa alla classifica provvisoria con cinque partite sin qui disputate. Sabato scorso è uscito sconfitto dal Mirabello contro l’altra protagonista del campionato, il Valorugby. Gli emiliani sono sesti in classifica con due partite da recuperare rispetto ai Bersaglieri. Il Petrarca Padova, che finalmente ha potuto cominciare il suo campionato, ha solo tre partite giocate. Un sorprendente Mogliano Rugby, terzo in classifica, a due punti dal Rugby Calvisano. Le deludenti FF.OO. Rugby penultime in classifica.

Rugby: TOP10 alla ricerca di un campionato

Foto Alfio Guarise/LivePhotoSport

 

Tanti gli elementi per analizzare questo incerto campionato, con una classifica che sicuramente non rispecchia le previsioni iniziali. Alcune squadre stanno deludendo sul campo, vedi il caso dei Cremisi, e sicuramente l’attuale classifica rispecchia il loro momento no. Però viene da domandarci, siamo sicuri che questo continuo rimandare partite su partite non stia penalizzando chi nella continuità fa una parte importante della sua preparazione? Fino a quando si potranno recuperare i recuperi dei recuperi? Se poi si sommeranno altre partite da recuperare, il calendario rugbistico avrà gli spazi disponibili? Queste sono le domande che gli addetti ai lavori ed i semplici tifosi si stanno ponendo con il passare delle giornate.

Rugby: TOP10 alla ricerca di un campionato

Foto Alessio Luigi Mariani/LivePhotoSport

Il rugby nostrano, la Nazionale, il Pro 14 e il TOP10 sembrano relegati nelle posizioni di coda della visibilità mediatica. Un rugby che vive si di passione ma che non basta perché poi tutto attorno c’è il silenzio. Un valore tecnico che fa fatica a far emergere i suoi giocatori per proporsi e confrontarsi con realtà oltre confine. Un’impasse degenerativa e poco produttiva dalla quale i Club non riescono ad uscire. Continuiamo a chiederci, è questo il rugby che vogliamo? Qual’è il futuro di questo sport? E’ possibile che non esistesse una formula differente per disputare il campionato? Noi abbiamo l’impressione di un rugby troppo autoreferenziale e incurante di quello che accade attorno.

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