Con sconfitta rimediata contro l’Inghilterra, l’Italrugby inanella la ventinovesima sconfitta consecutiva nel Torneo Sei Nazioni: è il declino del rugby azzurro o ci sono timidi segnali di ripresa all’orizzonte?

Un primato è stato raggiunto dall’Italrugby, quello delle 29 sconfitte consecutive nel Six Nations. Il CT Franco Smith in conferenza stampa dopo il match con l’Inghilterra, dichiara di aver visto dei miglioramenti rispetto al precedente turno (per capirci il 50 a 10 dei Galletti francesi). A noi viene da pensare se sia vera crescita degli Azzurri oppure una nazionale inglese molto sotto tono (la sconfitta in casa ad opera della Scozia). Noi crediamo in questa seconda ipotesi.

 

Torneo Sei Nazioni declino rugby azzurro

Franco Smith allenatore della nazionale Italiana (Foto: Luigi Mariani/LivePhotoSport)

I successi sono oramai un ricordo…

Sono passate le edizioni nelle quali gli Azzurri si giocavano il cucchiaio di legno con la Scozia. Sono passate le edizioni dove gli avversari le vittorie se le dovevano sudare. L’ex Ct dell’Inghilterra Martin Johnson ammette…l’Italia l’abbiamo sempre battuta ma hanno sempre lottato; dovevi impegnarti per batterla perché era una squadra dura”.  Quella era la nazionale dei fratelli Bergamasco, Bortolami, Lo Cicero, Castrogiovanni. Poi c’è stata la fase intermedia di Parisse, Ghiraldini, Masi. Adesso il rugby azzurro sembra in evidente declino. Gli attuali giocatori sono i figli di una Federazione che non ha voluto crescere, non ha voluto programmare.

Torneo Sei Nazioni declino rugby azzurro

Jacopo Trulla (Foto: Carlo Cappuccitti/LivePhotoSport)

 

Non colpevolizziamo gli attuali Azzurri, a nessuno fa piacere perdere e tutti s’impegnano per non farlo. Vederli con la Francia e con l’Inghilterra, sembra che gli manchi qualcosa rispetto gli avversari. Adesso? L’evidenza è sotto gli occhi dei più.  In molti si domandano se vale la pena continuare nel torneo. Non sarebbe meglio farlo ritornare in un’edizione a cinque? Tecnicamente, si! Economicamente, no! Per il Six Nations sarebbe perdere un weekend di partite. Minori entrate dagli sponsor e dai diritti televisivi. La questione economica è l’unica risposta sul perché ancora siamo nel torneo.

Ben Youngs (Foto: Luigi Mariani/LivePhotoSport)

Il rugby italiano è in declino. Le difficoltà nell’attrarre gli sponsor e nel riempire l’Olimpico sono i sintomi di una malattia che arriva da lontano. Il rugby è orfano di una Federazione che non ha saputo o non vuole progettare. Ora che siamo vicini a toccare il fondo, che fare? Cambiare i protagonisti, cambiare la mentalità, cambiare tutto, forse è l’unica soluzione rimasta.

QUI Tutti gli articoli di Rugby News a cura di Luigi Mariani.

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