Space Cowboy: Tommaso Paradiso ha colpito ancora

Con Space Cowboy l'autore ha definitivamente avviato la sua carriera da solista, ora sancita dal nuovo disco. «In un momento così difficile mi aggrappo alle piccole cose»

Il nuovo album racconta le passioni di Paradiso, i suoi desideri, le sue paure, la sua vita divisa tra musica e cinema.

Un album diverso, in controtendenza rispetto alle mode del momento. Dopo l’addio ai Thegiornalisti, con un grande show al Circo Massimo nel 2019, il suo percorso era ricominciato da solo «Ma sono sempre io, non c’è nessuna differenza tra prima e ora, se non un cambio di nome. Scrivevo tutto da solo anche prima e producevo con le stesse persone con cui lavoro oggi», dice per ricordare che quel ragazzo che sognava l’America ma che ha i piedi ben ancorati nella tradizione italiana, è sempre lui.

Space Cowboy, questo il titolo del disco: undici tracce, nate in questi anni di pandemia, con tutte le riflessioni e stati d’animo vissuti, in uno scambio intimo con chi ascolta. Tra la paura per la solitudine, la ricerca di un nuovo equilibrio, qualche mostro. E la voglia di stare con gli amici guardando quelle stelle piene di sogni, parlando di cinema, bevendo vino, davanti al mare della Costiera Amalfitana, dove è stato registrato questo disco.

Space cowboy, non è solo il titolo del nuovo album, è Tommaso Paradiso stesso. Un vaccaro con la testa fra le nuvole o un amante della cultura dei cowboy, sempre ancora un po’ perso tra la strada e le stelle.  Un equilibrio tra il mondo reale e il sogno, anzi i sogni di Tommaso Paradiso.

space cowboy

Space Cowboy, Un disco che torna alla purezza del pop

“Tu vuo’ fa l’americano, ma nel cuore c’hai Vasco”, questo è il Tommaso Paradiso di Space Cowboy.

Volevo la purezza della musica pop. Le chitarre rock d’ispirazione anni Ottanta con il chorus, che rimandano ai primi dischi di Vasco RossiLuca Carboni e gli Stadio. Po

i, la batteria molto presente, stereo.

Per il basso ci siamo ispirati, con tutta l’umiltà, al periodo solista di John Lennon, oltre a qualche frase scopiazzata qui e lì. Gli artisti che amo di più, dal cinema alla pittura, sono quelli che hanno molto copiato e molto citato.

Un disco composto da  11 tracce che dipana una narrazione vivace, in cui ogni brano è un tematica ben esplicitata della filosofia paradisiana: l’amore,  l’amicizia, la saudade e via dicendo.

«Siamo tutti figli di Lucio Dalla che guardiamo da sognatori all’America».

Maria Celeste Bellotti per LiveMedia24

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