Giorgio Lupano: la mia idea romantica di recitazione

Incontriamo Giorgio Lupano che, dal prossimo 24 luglio, potremo applaudire ne “La vita al contrario”, ad opera di F.S.Fitzgerald, durante il Festival di Borgio Verezzi.

Un attore poliedrico, Giorgio Lupano, conosciuto dai molti, che abbiamo avuto modo di vedere all’opera in ruoli sempre differenti. “La vita al contrario”, per l’attore, rappresenta una nuova, bellissima, sfida.

Lo incontriamo a pochi giorni dal debutto, Lupano, preso dalla voglia di poter essere sul palco, dinanzi al suo amato pubblico. Parleremo, inoltre, della sua idea romantica di recitazione.

Ti ringraziamo per aver accolto l’invito di LiveMedia24, Giorgio come procede il tuo vissuto? 

Sto bene! Sono felice per la possibilità che mi è stata data di portare in scena questo spettacolo. Ci stiamo lavorando da un anno e, al momento, l’idea di saperlo in scena, domenica, mi rende davvero contento.

Ti andrebbe di parlarci, appunto, de “La vita al contraio”, ad opera di F.S.Fitzegarld?

Certamente! “La vita al contrario” penso sia ben nota ai molti, anche grazie al film interpretato da Pitt. Un uomo nato vecchio e, conseguentemente, morto giovane che, non per sua scelta, vivrà situazioni sempre differenti. Un padre che lo vorrebbe adatto alle età della vita, ma che non avrà mai modo di essere accontentato in questo. Si potrebbe definire il destino dei molti, legato al combattere ogni giorno con la propria immagine, con ciò che la gente vede di noi. Trovo che sia una storia molto tenera, quella di Benjamin e, ancora oggi, attuale, a suo modo.

Se di teatro parliamo, quanto ti è mancato nel periodo legato all’assurda situazione da Covid19? 

Il teatro è mancato a tutti noi, sicuramente! Si sentiva la mancanza di un grande, importante, luogo di aggregazione, di un punto comune da condividere, di un palco da calcare, nel nostro caso. Ora, seppure a fatica, si sta tornando a riscoprire determinati momenti, con immenso piacere.

Che ricordo hai di tuoi inizi, di quanto entrasti al Teatro Stabile di Torino per intraprendere un percorso legato alla recitazione?

Ho sempre avuto un’idea romantica, se vogliamo, di ciò che sarebbe stato questo mestiere. Con il passare del tempo, però, mi sono reso conto della sua reale importanza, della responsabilità che ne consegue. Ogni spettacolo portato in scena, insieme ai personaggi che ne conseguono, contribuiscono a creare quel tassello in più. C’è ancora da conoscere e da imparare!

Tra i ruoli portati in televisione o sul palcoscenico, quale riporteresti nuovamente in vita? 

Porterei nuovamente in scena “Figli di un Dio minore”. Si tratta di uno spettacolo che accomuna il mondo dei sordi a quello degli udenti. Un mettere insieme due mondi che, se non fosse stato per questo spettacolo, non avrebbero avuto modo di coesistere in un luogo così sacro come il teatro. Fosse per me sarebbe in tournée ancora oggi!

Chi è Giorgio nel quotidiano?

Una persona normale, semplice, che vive del suo mestiere, che è la sua stessa passione.

Alessia Giallonardo per LiveMedia24

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