Valeria Cavalli: una borghese nella serie “Germinal”

Da oggi, 29 aprile, potremo vedere Valeria Cavalli nella nuova fiction in onda su Rai3 “Germinal”. Una serie francese basata su un romanzo di Emile Zola.

Una donna borghese, quella interpretata da Valeria Cavalli, dai risvolti particolari, che avrete modo di apprendere seguendo la fiction.

La incontriamo per parlare di questo personaggio e della docu-fiction su Arnoldo Mondadori, in cui interpreta la voglia di Michele Placido, in onda dal prossimo maggio.

Ben trovata su LiveMedia24, Valeria, come procede il suo vissuto e cosa può anticiparci su questa nuova fiction francese, “Germinal”?

Vi ringrazio per questa intervista. Sto bene, per fortuna. In “Germinal” interpreto una donna borghese che penserà di essere utile alla società ma, purtroppo, scoprirà di non esserlo affatto. Una donna incapace di capire cosa le ruota intorno.

Cosa può dirci invece della docu-fiction su Arnoldo Mondadori? 

Nella docu-fiction, che verrà trasmessa a maggio, interpreto la moglie di Arnoldo Mondadori, interpretato da Michele Placido. Sarò Andreina Mondadori.

Come ha vissuto il periodo legato alla pandemia da Covid19 che ha stravolto le nostre vite? 

Ho cercato di impiegare il tempo in cose utili, a cui difficilmente avevo modo di dedicarmi. Ho affiancato i miei genitori nel quotidiano, dando loro maggiore supporto. A stravolgermi, più di tutto, il fatto che nessuno potesse dare assistenza ai propri cari in tale frangente. Qualcosa di davvero triste e difficile da accettare.

Cosa ricorda dei suoi inizi legati alla recitazione? 

Ho un ricordo molto piacevole del primo set a cui presi parte e dei colleghi importanti con cui ebbi modo di collaborare, da Massimo Ranieri, che fu gentilissimo con me, a Irene Papas e, non ultimo, Enrico Maria Salerno. Un set ricco di personaggi di spicco tra cui mi sentivo smarrita, almeno inizialmente.

Che ricordo ha, invece, di un film in particolare a cui ha avuto modo di prendere parte?

Ricordo con piacere il film di Ettore Scola, “Mario, Maria e Mario”. Un film che mi regalò un ruolo importante, in cui si raccontavano storie vere, ricco di significati, con un regista bravissimo come Scola, appunto.

Cosa sente di consigliare a chi pensa di voler intraprendere il suo stesso mestiere?

Gli uomini, a differenza delle donne, hanno modo di sperimentare sempre ruoli differenti, anche con l’avanzare dell’età. Diversamente, noi donne, siamo relegate a subire, specie con l’avanzare degli anni, meno spazio. Si necessita, almeno per noi donne, di più spazio, di più trame interessanti che possano raccontare di noi.

Alessia Giallonardo per LiveMedia24

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