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Pare Parecchio Parigi di Leonardo Pieraccioni: la nostra recensione

"Bisognerebbe avere il tempo per ritrovare un po' di tempo"...

Leonardo Pieraccioni torna al cinema con una commedia sui legami familiari dai toni scanzonati.

Il “bischero” del cinema italiano propone al pubblico il suo quindicesimo film Pare Parecchio Parigi. La sua vita, interamente dedicata al cinema, ha intrattenuto 60 milioni di spettatori,  in 30 anni di carriera iniziata con I laureati. Con la leggerezza della commedia, con il suo modo toscanaccio e sempre divertente, Pieraccioni ha raccontato  varie dinamiche esistenziali: “A 29 anni ho girato I Laureati sulle paturnie dei trentenni, a 40 mi sono interrogato sul destino delle storie d’amore, a 50 mi sono messo in discussione come padre. E ora ho deciso di parlare della famiglia che spesso ospita acredini, risentimenti non detti, segreti non confessati. Ma a volte bastano 12 ore per risolvere i problemi di una vita”, dice il popolare regista ed attore.

Pare parecchio Parigi è girato nuovamente in terra toscana dove si consuma una storia familiare che avviene in 12 ore. Nel cast Leonardo Pieraccioni recita accanto a Chiara Francini e Giulia Bevilacqua che sono le due sorelle. Mentre Nino Frassica è Armando, il vecchio padre malato. Non poteva mancare Massimo Ceccherini in un ruolo minore.

“Facciamolo questo viaggio”

La vicenda reale non si discosta molto dalla trama di  Pare Parecchio Parigi. Un padre gravemente malato vede al suo capezzale i suoi 3 figli. Da tempo i legami familiari sono allentati o quasi inesistenti. Ma di fronte alla gravità della condizione di salute dell’anziano genitore, i figlioli cercano di esaudire il suo ultimo desiderio. Invano  si sono  sempre ripromessi di fare tutti insieme un viaggio a Parigi.  Ci vogliono  3 infarti e una quasi cecità, perché il  vecchio Armando possa chiedere di realizzare il suo sogno, anche se le  sue condizioni di salute sono davvero precarie e non è possibile trasportarlo lontano dalla struttura sanitaria che lo ha in cura. I tre fratelli decidono allora di intraprendere  una sorta di viaggio immaginario a bordo di un camper che girerà per 12 ore (l’ipotetico tempo di arrivare a Parigi) nel maneggio di Bernardo (Leonardo Pieraccioni), simulando le varie tappe on the road verso Parigi. Sarà l’occasione per riprendere un dialogo familiare da tempo interrotto, perché “non è mai troppo tardi” per trovare un po’ di tempo.

Una storia di sentimenti

A quasi 60 anni Leonardo Pieraccioni propone al cinema una vicenda che lui conosce da anni e che è diventata in Toscana un evento  quasi epico. Nella storia vera, l’anziano padre era stato trasportato “verso Parigi” con una roulotte e molte persone   avevano  seguito spontaneamente l’itinerario con saluti e testimonianze di affetto.

Secondo Pieraccioni ” c’è sempre un non detto nelle famiglie”. Le incomprensioni, date spesso dalla diversità dei caratteri e delle vite di ognuno, portano ad allontanarsi, perfino ad ignorarsi. Ma il tempo per riannodare i legami che in realtà non si spezzano mai, per rimettere insieme piccoli tasselli nel puzzle dei sentimenti, c’è sempre.  E di fronte agli ostacoli più difficili, la fantasia viene in aiuto, rendendo magico un disegno ardito, talvolta  improbabile. Importanti sono i buoni propositi, stare finalmente un po’ assieme. Poco importa se il viaggio porta a Parigi o se si è vittime  di un caro inganno!

Emma Borella per LiveMedia24

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