Luigi Petrazzuolo: un napoletano trapiantato a Londra

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Attore per gioco e per caso, Luigi Petrazzuolo ci parla dei suoi inizi nel mondo dello spettacolo, del suo amore per Napoli ed attualmente per Londra, città in cui vive da alcuni anni. Noi di LiveMedia24, siamo lieti di averlo con noi in questa piacevole chiacchierata telefonica.

Attore sin dalla giovane età. Quando e come hai compreso di avere una reale passione per la recitazione?

Ho cominciato quasi per gioco, all’età di quindici anni. Ho avuto davvero poco tempo per capire cosa stessi facendo, all’epoca. Gli inizi veri e propri sono stati a San Giorgio a Cremano, al “Centro Teatro Spazio”, dove si formò la compagnia “La Smorfia” del grande Massimo Troisi. Successivamente ho preso parte al “Cinema Fiction”, con Antonio Acampora. Il mio primo vero ruolo è arrivato all’età di diciassette anni.

Anni fa hai preso parte a La Squadra, successivamente ad uno dei primi spin-off legati alla Soap Opera Un Posto al Sole per poi passare a Piper e Matrimonio alle Bahamas. Che ricordi hai di quei set?

Non c’è set di cui non abbia un bel ricordo. Ho legato molto con persone come Biagio Izzo e Massimo Boldi, che ebbi il piacere di incontrare sul set di “Matrimonio alle Bahamas”. Quei miti visti da ragazzo in televisione, erano in quel momento così vicini da poter constatare la loro umiltà, il loro essere normali e cordiali. Conservo dei bei ricordi anche di “Piper”, ad opera dei fratelli Vanzina. “Un Posto al Sole d’estate” è stato invece il set più duraturo, quello su cui sono cresciuto di più e per cui ho pianto. A fine lavorazione eravamo davvero tutti in lacrime, dal regista ai tecnici, per poi finire con noi attori. Era per me una sorta di seconda famiglia.

Luigi Petrazzuolo

Luigi Petrazzuolo (Photo Giuseppe Barbato)

Teatro o televisione. A quale dei due mondi pensi di essere più affine?

La mia formazione proviene dal teatro, luogo in cui tutto nasce, cresce e muore. Il teatro è il luogo in cui si vive di emozione, un qualcosa di così forte da non abbandonarti mai, dall’inizio alla fine dello spettacolo. Ma è pur vero che devo la mia crescita personale al cinema ed alla televisione.

Sappiamo che hai lasciato la città del sole, Napoli, per raggiungere l’affascinante ma fredda Londra. Quali motivi ti hanno spinto ad affrontare questo passo?

Partire è stata un’esigenza, una forte necessità. Avevo bisogno di staccare da tutto, avendo perso mia madre, a cui ero legatissimo, a soli ventidue anni. Ma non ho mai lasciato del tutto Napoli. Avevo un nonno a cui ero molto legato e che spesso andavo a trovare. Quando anche lui è mancato, ho deciso di stabilirmi definitivamente a Londra. Lì per me è cominciata una seconda gavetta, che non ha riguardato solo il mio reale ambito lavorativo. Pur di imparare la lingua, ho accettato lavori in fast food e luoghi del genere. L’attore ha bisogno di riempire il suo archivio personale di tutte le esperienze possibili. Esperienze che potrà utilizzare tutte le volte di cui ne avrà bisogno per un qualsiasi ruolo che andrà ad impersonare.

Luigi Petrazzuolo

Luigi Petrazzuolo (Photo Giuseppe Barbato)

Lontano dagli affetti e nel pieno di una inaspettata pandemia. Come hai vissuto l’anno appena trascorso e come lo affronti tuttora?

Ho cercato di sfruttare al meglio il tempo che abbiamo forzatamente trascorso in casa. Mi sono dedicato alla scrittura, al disegno, al canto ed al corpo, allenandomi in un parco vicino casa. Ho creato anche un canale youtube, di cui presto vi renderò partecipi. Ho provato a tenere la luce accesa, in questo buio di cui spero si possa vedere presto la luce.

Guardiamo al futuro. Cosa ti auguri? Progetti in vista?

Mi auguro che questa pandemia possa avere fine al più presto. Dal punto di vista lavorativo, ho preso parte come figurante ad alcune produzioni, quì a Londra, negli studi della Warner Bros. Abbiamo girato in totale sicurezza. Ho realizzato anche alcuni provini via zoom, per l’America. Piccoli ruoli per grandi produzioni.

Ringraziamo Luigi Petrazzuolo per essere stato in nostra compagnia.

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