In cammino per l’autismo: Andrea Terrin parte dal Veneto per portare in tutta Italia un messaggio di inclusione

Dodici anni di cammini: la strada come esperienza di vita

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In cammino per l’autismo: Andrea Terrin parte dal Veneto per portare in tutta Italia un messaggio di inclusione

Andrea Terrin

Ad aprile 2027 prenderà il via da Camponogara un viaggio di oltre 900 chilometri e 34 tappe verso la Sicilia. Il progetto nasce dall’idea di Andrea Terrin, ragazzo autistico che comunica attraverso la scrittura e che, dopo dodici anni di cammini, vuole trasformare la propria esperienza in un’opportunità concreta per gli altri.

Dalla passione per i cammini a un progetto nazionale

Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e altri che si misurano nelle opportunità che riescono a generare. In Cammino per l’Autismo – Lo sport come linguaggio dell’inclusione nasce proprio da questa seconda idea: utilizzare il cammino come strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica, superare i pregiudizi e contribuire alla costruzione di un futuro più inclusivo per le persone autistiche e le loro famiglie.

La partenza è prevista per aprile 2027 da Camponogara, in provincia di Venezia, con un percorso che attraverserà l’Italia dal Veneto alla Sicilia: oltre 900 chilometri, 34 tappe e numerosi incontri con comunità, associazioni, istituzioni e realtà del mondo sportivo e sociale.

A ideare il progetto è Andrea Terrin, ragazzo autistico, pittore e scrittore, con una profonda passione per i cammini. Al suo fianco ci sarà il padre Luca, compagno di viaggio di una storia iniziata molti anni fa e diventata, passo dopo passo, un’esperienza di crescita, scoperta e condivisione.

L’iniziativa è promossa dall’associazione sportiva dilettantistica Europ Center, con il sostegno dell’associazione Famiglie e Abilità. Il progetto è inoltre presentato con il patrocinio del Comitato Regionale CONI Veneto e delle istituzioni territoriali indicate nella documentazione ufficiale.

Andrea Terrin

Dodici anni di cammini: la strada come esperienza di vita

Per Andrea il cammino non è una sfida nata oggi. È una passione coltivata per dodici anni, attraverso itinerari che gli hanno permesso di conoscere territori, persone e culture, costruendo un patrimonio di esperienze che oggi rappresenta la base del nuovo progetto.

Nel suo percorso figurano il Cammino di Santiago, il Cammino Portoghese, la Via Francigena, la Rotta dei Due Mari, il Cammino del Salento e la Via Appia Antica, oltre ad altri itinerari italiani ed europei. Andrea è inoltre ideatore del cammino Cervia-Comacchio, un’esperienza che testimonia il suo interesse non soltanto per il viaggio, ma anche per la progettazione di nuovi percorsi.

Questa lunga esperienza ha dato forma a un’idea più ambiziosa: portare la propria passione fuori dalla dimensione personale e trasformarla in un messaggio capace di raggiungere un pubblico più ampio.

Il progetto In Cammino per l’Autismo nasce infatti da una domanda semplice e profonda, riportata nella presentazione: «Come posso restituire ciò che ho ricevuto?».

È il pensiero che dà significato all’intera iniziativa. Andrea ha incontrato persone che hanno creduto nelle sue capacità e gli hanno offerto occasioni di crescita scolastica, universitaria e artistica. Adesso vuole contribuire a creare nuove opportunità per altri giovani e per le loro famiglie.

Il suo non vuole essere un racconto costruito sulla difficoltà, ma sulle possibilità che possono emergere quando una persona viene ascoltata, sostenuta e messa nelle condizioni di esprimere le proprie capacità.

Andrea non parla, ma le sue parole arrivano attraverso la scrittura

Andrea e Luca Terrin

C’è un aspetto della storia di Andrea che merita di essere raccontato con particolare attenzione: il suo modo di comunicare.

Andrea è una persona autistica non verbale. Non utilizza il linguaggio orale come principale strumento espressivo, ma comunica attraverso la scrittura, affidando al testo i propri pensieri, le emozioni, le riflessioni e le idee.

Le sue parole non sono un elemento accessorio del progetto. Ne costituiscono una parte fondamentale, perché permettono di conoscere direttamente il suo punto di vista e di comprendere il significato che attribuisce al cammino.

Nei suoi scritti emerge il desiderio di essere ascoltato senza pregiudizi e di contribuire alla costruzione di una società nella quale le differenze non diventino un motivo di esclusione.

«Voglio parlare di chi come me è giovane e diverso ma non siamo fragili, siamo fuori dagli schemi», scrive Andrea.

È una frase che racchiude il messaggio che intende portare lungo il percorso: la diversità non può essere ridotta a una diagnosi, né può diventare il criterio con cui stabilire in anticipo ciò che una persona potrà o non potrà fare.

In un altro passaggio dei suoi pensieri, Andrea afferma: «Tutti hanno una voce anche chi non parla come gli altri».

È forse questa una delle chiavi più importanti per comprendere In Cammino per l’Autismo. Ascoltare non significa soltanto attendere una risposta pronunciata a voce. Significa anche riconoscere forme diverse di comunicazione, rispettare i tempi individuali e creare occasioni nelle quali ogni persona possa esprimere ciò che pensa.

Andrea lo spiega anche attraverso un’altra riflessione: «Il mio modo di vedere le cose è diverso non convenzionale e può essere colto solo da chi sa guardare oltre da chi non si ferma al rumore ma ascolta davvero con il cuore».

La scrittura diventa così un ponte tra la sua esperienza personale e quella di tante altre persone che, pur avendo capacità, desideri e progetti, incontrano ancora ostacoli nel farsi comprendere e riconoscere.

«Non siamo fragili, siamo fuori dagli schemi»

Il messaggio di Andrea si allontana da una narrazione dell’autismo concentrata esclusivamente sui limiti e sulle difficoltà. Il suo obiettivo è portare l’attenzione sulle capacità individuali, sulle opportunità educative e sulla possibilità di partecipare attivamente alla vita sociale.

Il progetto non intende raccontare soltanto la storia di un ragazzo che ha scelto di camminare per centinaia di chilometri. Vuole dare spazio anche alle storie di chi, come lui, desidera essere riconosciuto per ciò che è e per ciò che può offrire alla comunità.

«Voglio mettermi in gioco», scrive Andrea, esprimendo il desiderio di partecipare in prima persona alla costruzione di qualcosa di utile.

E ancora, nei suoi pensieri, compare un obiettivo che va oltre il cammino stesso: «Creare opportunità, costruire spazi in cui tutti possano comunicare liberamente, senza barriere o aspettative rigide».

Sono parole che indicano la direzione dell’iniziativa. L’inclusione non può fermarsi alle dichiarazioni di principio, ma deve tradursi in occasioni concrete di partecipazione, autonomia, crescita e relazione.

Anche l’esperienza di Andrea dimostra quanto sia importante non confondere l’assenza del linguaggio orale con l’assenza di pensieri, interessi o capacità espressive. Il suo percorso di studi, la pittura, la scrittura e la passione per i cammini rappresentano dimensioni diverse della sua personalità, che il progetto intende portare all’attenzione del pubblico.

 

Dal Veneto alla Sicilia: 34 tappe per incontrare l’Italia

Il programma prevede un itinerario di oltre 900 chilometri, con partenza da Camponogara e arrivo conclusivo a Palermo. Il percorso si svilupperà prevalentemente lungo la costa adriatica, attraversando Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, per poi proseguire attraverso la Calabria e la Sicilia con trasferimenti organizzati e cammini simbolici.

Tra le località previste figurano Chioggia, Comacchio, Ravenna, Cervia, Rimini, Pesaro, Senigallia, Ancona, Pescara, la Costa dei Trabocchi, Termoli, Bari, Lecce, Otranto e Santa Maria di Leuca. Il progetto prevede quindi il passaggio in Calabria, l’attraversamento dello Stretto di Messina e alcune tappe siciliane, fino alla conclusione a Palermo.

Ogni territorio potrà diventare un’occasione per incontrare le comunità locali, raccontare il progetto e promuovere momenti di confronto con associazioni, scuole, amministrazioni, università, imprese e mezzi d’informazione.

Il cammino sarà accompagnato da una comunicazione costante, attraverso contenuti fotografici, testimonianze e aggiornamenti sui social, con l’obiettivo di trasformare le singole tappe in momenti di partecipazione collettiva.

Sono inoltre previsti incontri istituzionali e appuntamenti con i media in alcune grandi città, tra cui Bologna, Milano e Roma, organizzati attraverso trasferimenti dedicati.

La programmazione operativa sarà affinata in vista della partenza, con verifiche dei percorsi, delle condizioni di sicurezza e degli aspetti logistici necessari ad affrontare un viaggio di questa durata.

Il Castello Rosso: trasformare i chilometri in opportunità concrete

Il traguardo più importante di In Cammino per l’Autismo non sarà soltanto geografico. Il progetto punta infatti a raccogliere fondi per il completamento e lo sviluppo del Castello Rosso, la struttura legata all’associazione Famiglie e Abilità e destinata a diventare un luogo di accoglienza, crescita e autonomia per le persone con disabilità e le loro famiglie.

Il Castello Rosso è già utilizzato dall’associazione, ma il completamento degli spazi previsti consentirà di ampliare le attività e le opportunità offerte.

Il progetto comprende percorsi educativi, laboratori creativi, attività espressive, iniziative motorie e interventi finalizzati allo sviluppo delle autonomie personali e delle competenze relazionali. Tra gli obiettivi rientrano anche l’accoglienza e i percorsi dedicati al Durante e Dopo di Noi, temi fondamentali per le famiglie che guardano al futuro dei propri figli.

L’autonomia, infatti, non riguarda soltanto la vita quotidiana, ma anche la possibilità di partecipare alla comunità, coltivare interessi, costruire relazioni e, quando possibile, intraprendere percorsi di vita indipendente.

Famiglie e Abilità opera dal 2012 nella Riviera del Brenta e ha sviluppato iniziative dedicate al sostegno delle famiglie e alla valorizzazione delle capacità delle persone con disabilità. Tra queste, il progetto PeopleAut affronta il tema dell’autonomia e dell’inclusione sociale delle persone nello spettro autistico attraverso occasioni di partecipazione sul territorio.

Il cammino di Andrea e Luca intende sostenere questo lavoro, facendo conoscere il progetto a livello nazionale e invitando cittadini, associazioni e imprese a contribuire alla sua realizzazione.

Una rete nazionale per superare i pregiudizi

Uno degli obiettivi dell’iniziativa è costruire una rete che coinvolga realtà differenti: istituzioni pubbliche, amministrazioni locali, associazioni, scuole, università, società sportive, imprese, fondazioni, volontari e cittadini.

L’idea è che ogni tappa possa diventare un punto d’incontro, un’occasione per conoscere il progetto e discutere di inclusione, autonomia e sostegno alle famiglie.

Il cammino vuole inoltre richiamare l’attenzione su una necessità che accompagna molte persone autistiche lungo tutto l’arco della vita: poter contare su opportunità adeguate alle proprie esigenze, non soltanto durante l’infanzia e l’adolescenza, ma anche nell’età adulta.

Le indicazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità sottolineano l’importanza di percorsi personalizzati e di una presa in carico capace di considerare le diverse fasi della vita, le capacità individuali e la partecipazione sociale.

È in questa prospettiva che il progetto di Andrea acquista un significato più ampio. Ogni chilometro percorso può contribuire a far conoscere esperienze, avvicinare persone e sostenere un luogo nel quale le opportunità possano diventare realtà.

«Adesso è il mio momento»: il significato di un viaggio

Nelle parole scritte da Andrea emerge anche un sentimento di gratitudine verso le persone che lo hanno accompagnato nel suo percorso.

«Tante persone mi hanno dato molto adesso è il mio momento c’è un grande progetto lo possiamo fare e io sarò utile posso ricambiare l’amore ricevuto», scrive.

Non è soltanto la motivazione di chi si prepara ad affrontare un viaggio impegnativo. È la volontà di trasformare ciò che si è ricevuto in qualcosa che possa essere condiviso con altri.

Andrea non vuole che il cammino venga letto come una prova da superare per dimostrare il proprio valore. Vuole che diventi un’occasione per parlare di diritti, ascolto, partecipazione e possibilità, mettendo al centro le persone e non i pregiudizi.

La partenza prevista per aprile 2027 sarà quindi il primo passo di una campagna nazionale che unirà sport, sensibilizzazione e solidarietà. Da Camponogara alla Sicilia, il percorso attraverserà territori e comunità, con l’ambizione di lasciare qualcosa di più di una traccia sulla strada.

Perché il risultato più importante non sarà soltanto raggiungere Palermo, ma contribuire a costruire nuove opportunità per chi ha ancora bisogno di trovare spazi, strumenti e persone capaci di ascoltarlo.

Andrea lo riassume in una frase che racchiude lo spirito dell’intera iniziativa: «Non siamo fragili, siamo fuori dagli schemi!»

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