Il Gran Premio del Portogallo a Portimao ha segnato l’addio di Valentino Rossi al team ufficiale Yamaha. Dopo ben 15 anni di carriera, spezzati dalla disastrosa parentesi in Ducati nel 2011 e 2012, dove il dottore ha vinto quattro dei suoi nove mondiali e ben 56 gare, il matrimonio tra le due parti iniziato nel lontano 2004 è giunto al termine.

Quello che Rossi è riuscito a fare col team di Iwata è stato qualcosa di straordinario; leggendario: si era ritrovato tra le mani una moto inguidabile, al di sotto della sua mitica Honda, difficile da guidare tanto da indurre all’errore chi cercava di osare qualcosa di più.

Valentino Rossi - Yamaha: un malinconico arrivederci

Valentino Rossi sulla “sua” inconfondibile Yamaha 46 

Dopo il trionfo in Sudafrica nel 2004, per il “dottore” è stata una lunga cavalcata trionfale.

Nei test di Sepang a fine stagione 2003, alcuni piloti scommettevano dopo quanti giri il Dottore sarebbe scivolato o finito per terra. Rossi stupì tutti e a fine giornata non solo non commise nessun errore, ma aveva portato la M1 davanti a tutti in classifica. Di li in poi è solo storia, la stagione 2004 iniziata col successo in Sudafrica dopo un duello epico col rivale di sempre Biaggi e culminata col trionfo iridato a Phillip Island.

La prima parentesi Yamaha è stata quella più vittoriosa per il pesarese, dove ha raccolto il maggior numero di successi e i quattro Titoli Iridati col team di Iwata. Poi due anni opachi in Ducati (2011 e 2012) e il ritorno in Yamaha. Ma il decimo titolo Mondiale non è mai arrivato e Rossi ha dovuto fare i conti non solo con la rivalità cocente di Lorenzo, ma anche con l’arrivo di Marquez in MotoGP in sella ad una Honda dalla ritrovata competitività.

Rossi in queste stagioni ha dato tanto alla Yamaha ufficiale e il suo addio, a detta dello stesso Rossi, è stato molto emozionante; questo nonostante una stagione opaca dove ha concluso al 15° posto della classifica pilota (conquistando solamente un podio) e saltando due gare per essere risultato positivo al Covid-19.

Mi mancheranno molto le persone del box. Dopo 15 anni di carriera ho fatto molte amicizie dentro alla squadra. Ecco, mi mancherà più il lato umano che quello tecnico. Oggi è stato un momento emozionante quando sono tornato ai box, soprattutto perché la storia è finita non solo con la squadra ma con alcune persone molto importanti del mio box, come Alex Briggs, Brent Stevens, e tanti altri.”

Valentino Rossi Yamaha

Valentino Rossi su Yamaha (Foto: Lorenzo di Cola)

Valentino si porterà al nuovo team SRT Petronas tre capisaldi del suo entourage.

Rossi porterà con sé solo tre persone alla SRT Petronas l’anno prossimo: il capo meccanico David Munoz, l’ingegnere dei dati Matteo Flamigni e l’allenatore idalio Gavira.

In vista della prossima stagione, Rossi ammette di avere molto su cui lavorare come pilota; a partire dalle qualifiche, ma anche la Yamaha deve lavorare duramente per poter dare a Rossi una moto competitiva, in modo che possa lottare per delle posizioni dignitose.

In queste due stagioni abbiamo visto come il team SRT Petronas sia riuscito a far “lavorare” meglio la M1 rispetto al team factory; tanto che Morbidelli ha concluso come vice Campione del Mondo mentre Quartararo aveva dato l’illusione di poter vincere il Titolo.

Quello che è certo è che questo passaggio ad un team clienti segna anche l’imbocco del viale del tramonto del Campione di Tavullia. E questo Valentino Rossi lo sa, è consapevole che molto probabilmente il 2021 sarà l’ultimo anno per lui sullo schieramento di partenza.

Foto: Lorenzo Di Cola/LivePhotoSport

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