Mondiale motocross più avvincente per “colpa” del Covid che imposto una revisione forzata al suo format?

Si è conclusa più che positivamente la full immersion lettone del mondiale motocross. Nessun problema sanitario legato ai contagi tra piloti ed addetti ai lavori è stato fino ad ora segnalato. Unitamente a ciò, lo spettacolo ed i colpi di scena non sono mancati sul circuito di Kemguns.

Tanti erano i dubbi legati allo stravolgimento della formula di gara. Ma ancor più i dubbi erano relativi sulla capacità da parte dei piloti di reggere tre gran premi concentrati in una settimana.

A ruote ferme ne è emerso un mondiale motocross  più avvincente, sarà per “colpa” del Covid o sarà per un puro caso?

 

Campionato mondiale motocross
Antonio Cairoli – Campionato mondiale motocross Lombardia 2019. (Foto: Roberto Tommasini)

 

Sicuramente il lungo stop imposto dalla pandemia ha permesso a diversi piloti il perfetto recupero dagli infortuni incorsi nella prima parte di stagione: Una buona parte di merito però, sicuramente va anche alla nuova formula proposta dall’organizzazione.

Se in passato le corse si svolgevano sempre su due giorni, ovvero il sabato prove libere più la gara di qualifica, la domenica le due manche di gara, ora tutto viene concentrato in una sola giornata.

Questa pianificazione, a detta degli organizzatori, permetterebbe agli atleti un maggior recupero fisico, necessario per ovviare al calendario molto più ristretto: infatti, in Lettonia, nell’arco di una settimana si sono corsi tre gran premi (quindi sei manche), quanto normalmente veniva disputato nelle scorse stagioni in tre/quattro settimane.

Campionato mondiale motocross
Max Anstie – Campionato mondiale motocross Lombardia 2019. (Foto: Roberto Tommasini)

 

Risultati inaspettati dopo le tre gare lettoni.

Il risultato è stato sorprendente: come si evince dalle singole classifiche sul sito ufficiale MXGP nelle sei manche Lettoni solo Tim Gajser è riuscito a conquistarne due, ma dato ancor più significativo, è quello dei distacchi tra i piloti delle prime cinque posizioni; in tutti i sei turni infatti, sono stati molto contenuti.

Ad esempio non si sono mai superati i 10 secondi tra primo e secondo posto; Inoltre in tutte le gare, le prime cinque posizioni sono sempre state racchiuse entro i 30 secondi.

Nulla a che vedere insomma con i distacchi talvolta superiori anche ai 30/40 secondi che spesso si erano registrati nella scorsa edizione del mondiale tra il primo e secondo arrivato.

 

Campionato mondiale motocross
Jeffrey Herlings – Campionato mondiale motocross Lombardia 2019. (Foto: Roberto Tommasini)

Possibile che la nuova formula sia destinata a diventare la regola già dal prossimo anno? Presto per dirlo, ci saranno ancora molte occasioni quest’anno per valutare se questa variazione possa essere davvero vantaggiosa per lo spettacolo.

Resta però da risolvere il nodo MX1; il quarto di litro perderebbe senz’altro in visibilità e pubblico, visto che correrebbe completamente slegato rispetto alla più conosciuta e seguita MXGP.

Condividi