Continuiamo a scoprire nuovi autori talentuosi del nostro territorio: persone per le quali la scrittura non è solo un mezzo per esprimere una parte di sé, ma anche uno strumento per aiutare gli altri.
È il caso di Serenella Galdiolo, talentuosa scrittrice e finalista in molteplici concorsi letterari, molto attiva sul territorio con associazioni contro la violenza sulle donne e a sostegno dei malati. Con le sue poesie e i suoi romanzi ironici, non vuole soltanto divertire, ma anche far riflettere. «Sono scrittrice per passione e per aiutare. Bimbi e malati. Null’altro»: è con questa premessa che oggi la incontriamo qui per voi.
Chi è davvero Serenella? Com’è nato l’amore per la scrittura?
L’amore per la scrittura fa parte di me: già in seconda elementare ho creato il mio primo libro di poesie e disegni, portandolo, fiera, alla mia maestra che, orgogliosa, mi ha spronata a continuare. La sfida più grande è stata pubblicare il mio primo libro nel 2014, dopo una separazione e un periodo difficile, ironizzando sugli incontri di coppia che affronta una mamma tornata single, che crede ancora nel principe azzurro ma deve fare i conti con la realtà.
Che cos’è la scrittura per te?
La scrittura per me è ritrovare la pace, dare voce alle emozioni e condividerle, a volte in modo scanzonato, altre in modo serio e diretto. È il mio modo di aiutare chi soffre: un piccolo gesto che può fare la differenza, magari per qualcuno.

Quest’anno ti vedremo salire sul palco di Veneto in Copertina, perché sei la terza classificata al concorso “Segui la lanterna” con il tuo racconto “Finestrelle”, leggibile sul sito dell’associazione CONCORSO LETTERARIO | La Lanterna. Com’è stato apprendere la notizia?
La notizia mi è stata data proprio il giorno del mio cinquantasettesimo compleanno. Sono corsa dai miei due figli, orgogliosa del risultato. Forse il mio intento è far capire ai ragazzi che una madre è anche altro: è passione per la scrittura, è tenerezza e forza, è una donna che può ancora fare molto.
Finestrelle
“Finestrelle” parla dell’amore di una figlia per la madre: per aiutarla a non perdere la memoria, usa libri sensoriali per bambini. Un racconto colmo di dolcezza, venato da una malinconia ineluttabile. Com’è nato questo testo? Mamma è venuta a mancare dopo una dura lotta contro la demenza frontale. Il racconto narra di noi due, del nostro rapporto difficile ma vero, intenso anche nelle incomprensioni; del desiderio di non vederla isolata ed esclusa da tutto e tutti; della volontà di rendere più dolce e spensierato quel passaggio finale così complicato per noi. È stato il mio modo di perdonare e di essere perdonata.
Ma quali sono le opere edite
Ma quali sono le opere edite di questa scrittrice così sensibile e attenta ai bisogni altrui? Nel 2014 ha pubblicato Origano fresco con Vertigo Edizioni; nel 2018 Incontri poco ravvicinati del terzo tipo con Europa Edizioni; nel 2024 L’amore dopo i cinquant’anni: torno subito con Rossini Editore: racconti esilaranti ma veritieri sugli incontri, a volte assurdi, di una madre divorziata alle prese con la ricerca dell’anima gemella. Ma non è tutto: Serenella si dedica anche all’autopubblicazione con Fiabe scombinate (fiabe famose, spesso troppo tristi, rivisitate in chiave ironica), a sostegno dell’ULSS Ovest Vicentino – oncologia, dottoressa Cristina Oliani – e Oplà, filastrocche eccoci qua, realizzato con la collaborazione del C.E.K. (Centro Educativo Karate): filastrocche in rima e disegni da colorare per i bambini delle pediatrie di Padova, Dolo e Trieste.
Per questi progetti di beneficenza ha instaurato una collaborazione con Gianluca Beccari, grafico e vignettista: una squadra perfetta al servizio della solidarietà.


Scopriamo inoltre che Serenella si è classificata terza al Circolo Veneto di Mestre e a Lagunando – Città Metropolitana di Venezia, e che la vedremo il prossimo 26 aprile 2026 non solo sul palco di Veneto in Copertina, ma anche tra gli autori partecipanti, sempre presente con tematiche forti da interpretare in prosa o in poesia.
«L’esperienza più toccante è stata partecipare, con la dottoressa Oliani, alla messa solenne in oncologia, con il mio libro, tra i malati e le loro famiglie. Il loro grazie per quella modesta cifra mi ha fatto bene al cuore e mi ha fatto sentire fortunata», afferma la scrittrice.
Dopo il VIC2026, dove potremo incontrarti ancora? Progetti futuri?
Sarò a Este, premiata tra i dieci finalisti editi per un racconto che ha come tema “la solitudine nella folla”. Tra i progetti futuri c’è quello di portare avanti il volontariato attraverso la scrittura, magari coinvolgendo altre persone, e forse un libro ironico sull’amore negli anni d’argento o un’opera autobiografica, da scrivere davanti al mare del Conero, che adoro.
Cosa consigli a chi si sta avvicinando alla scrittura?
Consiglio di non mollare mai, di trovare un proprio modo per distinguersi e di frequentare corsi per migliorarsi: sono utilissimi e mai scontati. Credo anche che si debba vivere la scrittura prima di tutto come passione, non solo come fonte di guadagno: il lettore lo percepisce. E poi mettersi in gioco nei concorsi, perché la sfida aiuta a crescere.
L’ultimo progetto di Serenella?
Il libro Come il fiore di loto sarà devoluto all’associazione Zonta di Venezia, che si occupa della difesa dei diritti delle donne. Ho scoperto che Zonta è presente in tutto il mondo da molti anni. La presidente del club di Venezia è la dottoressa Monica Ghirardini, mio medico da tempo: la stima che nutro per lei e per il suo operato mi ha portato a creare questo libro.
Il bello è che mio figlio Tiziano ha contribuito con un commento sociologico, mentre mia figlia Carmen ha curato l’impaginazione e la copertina su suo disegno.
Le amiche più care mi hanno aiutata a venderlo e divulgarlo, sostenendomi con commenti e critiche, così come le mie nipoti Giorgia e Alice.
Facciamo i nostri complimenti a Serenella Galdiolo per l’impegno che sta dedicando a questi progetti importantissimi e invitiamo tutti a sostenerla.

Per LiveMedia24, Kety Franzolin

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