Monaco riabbraccia la Formula 1 storica![]()
Il weekend ha confermato ancora una volta il ruolo unico di Monaco nel motorsport. Il tracciato cittadino, lo stesso utilizzato dalla Formula 1 moderna, ha accolto monoposto di epoche diverse, riportando in pista vetture che hanno segnato la storia delle corse.
Il Grand Prix Historique non è una semplice esposizione. Le auto corrono davvero, affrontano le curve del Principato e costringono i piloti a confrontarsi con un circuito che lascia pochissimo margine di errore.
Tra Sainte-Dévote, il Casino, il tunnel, la Chicane du Port e la Rascasse, ogni passaggio conserva il peso della storia. Il risultato è un evento che unisce competizione, memoria e spettacolo, attirando appassionati, fotografi, collezionisti e addetti ai lavori da tutto il mondo.
Ferrari protagonista con la Cavallino Classic Monaco Parade
Uno dei momenti più attesi dell’edizione 2026 è stato senza dubbio la Cavallino Classic Monaco Ferrari Parade, organizzata in collaborazione tra Cavallino Classic Monaco e Automobile Club de Monaco. La parata ha celebrato il patrimonio sportivo della Scuderia Ferrari proprio in uno dei luoghi simbolo della sua storia.
Ad aprire la parata è stato Jacky Ickx, leggenda del motorsport, al volante della Ferrari 312 F1 del 1968.
la stessa con cui vinse il Gran Premio di Francia a Rouen. Il pilota belga ha guidato la monoposto per circa 15 minuti sulle strade del Principato, regalando al pubblico uno dei momenti più emozionanti del weekend.
Dopo il rientro di Ickx in pit lane, la pista è stata lasciata alle dodici Ferrari impegnate nella Cavallino Classic Monaco Ferrari Parade. Il programma ha riunito monoposto della Scuderia comprese tra il 1998 e il 2011, coprendo l’era Jean Todt, gli anni d’oro di Michael Schumacher e la fase successiva con Kimi Räikkönen e Fernando Alonso.
Tra le vetture annunciate figuravano due Ferrari F300 del 1998, la F399 del 1999, la F1-2000, la F2002, la F2003-GA, la F2004 di Michael Schumacher, le F2007 di Felipe Massa e Kimi Räikkönen, la F2008 e la Ferrari 150° Italia portata in gara nel 2011 da Fernando Alonso.
Dalla F2004 alla F150: il Cavallino davanti ai tifosi
La presenza Ferrari ha dato al weekend una forte carica emotiva. Il passaggio delle monoposto rosse tra i palazzi di Monaco ha riportato in pista una parte importante dell’immaginario recente della Formula 1.
Per molti appassionati, la F2004 resta una delle Ferrari più iconiche dell’era moderna. La F2007, invece, richiama l’ultimo titolo piloti conquistato dalla Scuderia con Kimi Räikkönen. La F150 rimanda agli anni di Fernando Alonso, periodo ancora molto presente nella memoria dei tifosi.
La Ferrari Parade non è stata quindi solo una parentesi scenografica. È stata uno dei momenti centrali dell’evento, capace di unire nostalgia, storia tecnica e grande impatto visivo.

Incidenti e bandiere rosse: Monaco non perdona
Il weekend non è stato privo di imprevisti. Già nella giornata di venerdì 24 aprile, dedicata alle prove libere delle otto categorie, diversi piloti sono finiti in difficoltà. L’Automobile Club de Monaco ha segnalato due bandiere rosse e diversi recuperi di monoposto durante la giornata.
L’episodio più discusso ha riguardato Jean Alesi, in pista con una Ferrari 312 del 1969. L’ex pilota Ferrari, vincitore del Gran Premio del Canada 1995, è finito a muro alla Chicane du Port, danneggiando la parte anteriore della monoposto e causando il proprio ritiro.
L’incidente ha ricordato quanto Monaco resti un circuito selettivo anche per le vetture storiche. Le monoposto del Grand Prix Historique non sono oggetti da museo portati lentamente in passerella. Sono auto vere, complesse, spesso delicate, ma guidate ancora con ritmo competitivo.
Su un tracciato così stretto, ogni errore può avere conseguenze immediate. Per questo gli interventi dei commissari, le bandiere gialle e le neutralizzazioni sono diventati parte integrante del racconto del fine settimana.

Le Formula 1 turbo entrano nel programma storico
L’edizione 2026 ha segnato anche una novità importante dal punto di vista tecnico e storico: l’ingresso delle Formula 1 turbo nel programma del Grand Prix Historique.
La manifestazione ha infatti aperto a monoposto che corsero a Monaco tra il 1981 e il 1985, ampliando il racconto dell’evento verso una delle epoche più potenti e spettacolari della Formula 1.
Per gli appassionati, si tratta di un passaggio significativo. Le turbo degli anni Ottanta rappresentano una fase estrema della categoria, fatta di motori brutali, grande complessità tecnica e vetture diventate leggendarie.
VIP, ex piloti e pubblico internazionale nel paddock
Come da tradizione, Monaco ha richiamato anche un pubblico di grande richiamo mediatico. L’Automobile Club de Monaco ha sottolineato la presenza nel paddock di piloti, atleti e attori (tra cui Paul Pogba e Fernando Alonso), confermando il fascino internazionale dell’evento.
Il Grand Prix Historique è infatti uno degli appuntamenti in cui il motorsport incontra la mondanità del Principato. Accanto agli appassionati e ai collezionisti, il paddock ha accolto personalità del mondo sportivo e dello spettacolo, oltre a ex piloti e figure legate alla storia della Formula 1.
Questa dimensione contribuisce al successo dell’evento. Monaco non offre soltanto la pista: offre un contesto unico, fatto di tribune affacciate sui palazzi, yacht nel porto, hospitality, garage storici e una vicinanza rara tra pubblico, vetture e protagonisti.
Il paddock come museo in movimento
Uno degli aspetti più forti del Grand Prix de Monaco Historique resta il paddock. Qui le monoposto non sono protette da una distanza museale. Sono preparate, accese, spinte, controllate e riportate in pista.
Meccanici e team lavorano su vetture che richiedono attenzione continua. Freni, pneumatici, assetto, posizione del pilota e avviamento dei motori diventano parte dello spettacolo. L’Automobile Club de Monaco ha raccontato un paddock vivo, con le monoposto preparate nei box normalmente riservati alla Formula 1.
È proprio questa vicinanza a rendere l’evento diverso da una classica esposizione di auto storiche. Il pubblico può vedere le vetture nel loro ambiente naturale, osservando non solo la bellezza delle carrozzerie, ma anche il lavoro necessario per farle correre.
Monaco conferma il successo del format
La domenica ha chiuso il weekend con le gare, completando un programma distribuito su otto categorie. L’Automobile Club de Monaco ha definito l’edizione 2026 una delle più riuscite, con otto gare nella giornata conclusiva e successi multipli per Stuart Hall e Michael Lyons, entrambi capaci di ottenere due vittorie.
Il bilancio conferma la forza del format. Il Grand Prix de Monaco Historique riesce a unire elementi che raramente convivono nello stesso evento: valore storico, competizione reale, presenza mediatica, fascino Ferrari, pubblico internazionale e scenario urbano unico.
Il Grand Prix de Monaco Historique 2026 ha dimostrato ancora una volta che il passato, quando viene rimesso in pista nel posto giusto, può essere più vivo che mai.


✍️ Per Livemedia24.com Alberto Benvenuti
📸 Foto: Simone Slawitz


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