Antonello Avallone in scena al Teatro Marconi di Roma
Incontro con Antonello Avallone per "Lenny. Ipotesi di un omicidio", al Teatro Marconi di Roma.
Incontro con Antonello Avallone in occasione dello spettacolo “Lenny. Ipotesi di un omicidio” che lo vede in scena al Teatro Marconi di Roma.
Una storia ambientata in un night di New York, tra cantanti e spogliarelliste…
Vi lasciamo a questa nostra intervista, alle parole del nostro ospite.
Ti ringraziamo per aver accolto il nostro invito, Antonello. Fino all’8 novembre sarai al Teatro Marconi di Roma con “Lenny. Ipotesi di un omicidio”. Cosa dire su questa esperienza?
La pièce portata in scena si pone un’ipotesi dovuta al fatto che probabilmente si è trattato di un omicidio. Insieme all’autore, Giuseppe Pavia, abbiamo scelto di ambientare la storia in un night di New York, tra cantanti femmine e spogliarelliste. I monologhi sono taglienti, l’atmosfera in scena diventa brillante, condita da risate, e il dietro le quinte mostra non pochi problemi. Non vi anticipo altro per lasciarvi una giusta curiosità…
Cosa dire sulle tavole del palcoscenico, su ciò che ti regala il teatro?
Sono solito proporre testi che mi regalano una reale emozione, con la speranza di comunicare ciò che provo, in completa condivisione. Spero che le persone che mi hanno scelto siano felici di essere in teatro. Mi adopero affinché la loro scelta risulti ancora più giusta. Questa storia, ad esempio, non è conosciuta da tanti ma, una volta terminato lo spettacolo, sono in tanti a dirmi che lo spettacolo è piaciuto. In Lenny c’è una sana e forte libertà di parola.
Quali anticipazioni sul tuo futuro artistico?
C’è tanto nel mio futuro artistico. Riporterò in scena “IN NOME DEL PAPA RE”, un bellissimo spettacolo ad opera di Luigi Magni, e intanto c’è Lenny Bruce. Parliamo di un personaggio affascinante, che ha vissuto tanti periodi storici e situazioni molto distanti dalle nostre, ma è comunque protagonista di un pezzo di storia molto importante.
Alessia Giallonardo per LiveMedia24

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