Paolo Lanzotti: raccontare Venezia tra storia e mistero

Lo scrittore dei gialli veneziani parla della sua carriera, degli inizi difficili e dei consigli per chi sogna di pubblicare.

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Venezia, terra ricca di storia, bellezza e scrittori davvero talentuosi.

Confesso che quando ho cominciato a scrivere questa rubrica, uno dei nomi a cui ho pensato per un’intervista è stato proprio il suo: Paolo Lanzotti, scrittore veneto autore della saga di gialli storici di Marco Leon e Teodoro Valier (editi da Tre60 e TEA). Migliaia di copie vendute nella sua carriera di scrittore, un concorso letterario prestigioso vinto, riconoscimenti importanti e ancora tanta voglia di affascinare noi lettori: l’ho intervistato non solo per il piacere dei lettori, ma anche degli scrittori, sempre pronti a imparare da chi ha tanto da insegnare.

Paolo Lanzotti, scrittore veneziano

Come è nato il tuo amore per la scrittura e quali sono state le tue prime difficoltà da autore sconosciuto?

Ho sempre amato leggere e, dunque, quando mi sono reso conto che la natura mi aveva regalato un certo talento per la scrittura (talento naturale, rispetto al quale io non ho alcun merito, vorrei precisare), il passaggio è stato quasi automatico. Da giovane avevo altre ambizioni e la svolta è arrivata con un po’ di ritardo. Quando ho cominciato a scrivere seriamente avevo già 23, 24 anni. Ma, alla fine, la scrittura mi ha preso e da quel momento non mi ha più lasciato.

In quanto alle difficoltà, all’inizio è raro che qualcuno ti prenda sul serio. Spesso anche gli amici e i parenti sono sicuri che la tua sia solo un’illusione e, dunque, una perdita di tempo, e fanno di tutto per scoraggiarti. Nei primi anni questa è stata sicuramente la difficoltà maggiore per me. Quando muovi i primi passi avresti bisogno di qualcuno che ti sostenga. Ma è difficile trovarlo. Almeno, a me non è capitato. Per un bel periodo ho dovuto camminare da solo, combattendo contro lo scetticismo generale. Non è né facile né divertente.

 

Il tuo primo romanzo, “Le parole magiche di Kengi il pensieroso”, è stato pubblicato da Piemme nel 1998, a cui poi ne sono seguiti molti altri: come sei approdato a questa importante casa editrice e cosa ha significato per la tua vita artistica e non?

Kengi è stato il primo romanzo che ho pubblicato con una casa editrice di primo livello. Fino a quel momento avevo pubblicato altre cose, ma sempre con editori minori. Dunque puoi ben immaginare come questo abbia rappresentato, per me, un fondamentale salto di qualità. Anche se, successivamente, ho avuto dei periodi negativi (la mia “carriera” letteraria è stata costellata da un continuo saliscendi), posso dire che Kengi mi ha aperto le porte della grande editoria e rimane quindi nei miei ricordi come qualcosa di speciale.

Mi chiedi poi come sono arrivato alla Piemme? Attraverso uno dei pochissimi varchi che, attualmente, un autore sconosciuto può usare per giungere a una buona casa editrice: vincendo un concorso. A quell’epoca, il Premio Battello a Vapore (il premio annuale per inediti, organizzato appunto da Piemme) era probabilmente il più prestigioso fra quelli dedicati ai romanzi per ragazzi in Italia. Vincerlo, nell’ormai preistorico 1997, mi ha permesso di uscire dall’ombra. Avevo già una certa età, a quell’epoca, ma è stato comunque un momento meraviglioso. Una vera liberazione.

 

Come sei passato dai romanzi storici per ragazzi agli attuali gialli storici? Com’è nata la saga veneziana di Marco Leon, così amata dai lettori?

Il passaggio è stato abbastanza naturale. Dopotutto si tratta sempre di romanzi ambientati in altre epoche. Diciamo che i primi mi sono serviti per scoprire la mia vocazione verso questo particolare genere letterario e per fare un utile allenamento. In precedenza mi ero cimentato anche con altri generi (ad esempio la fantascienza, che ha rappresentato il mio amore giovanile). Ma, evidentemente, ero destinato ad altro.

In quanto alla saga di Marco Leon, è nata semplicemente dalla mia decisione di tentare una specie di salto mortale: scrivere dei gialli ambientati nella mia città, Venezia, in un periodo interessantissimo come il ’700. Non sono il primo ad averlo fatto e non sarò l’ultimo. La concorrenza era ed è fortissima e l’operazione poteva rivelarsi un disastro. Mi è andata bene.

 

Puoi dare un suggerimento a chi ha appena scritto un libro e si sta approcciando al mondo dell’editoria adesso?

Credo che chi si affaccia al mondo dell’editoria oggi debba tenere conto soprattutto di tre cose.

In primo luogo, non deve avere fretta. Chi scrive ha spesso il desiderio impellente di vedere il proprio nome stampato sulla copertina di un libro. È comprensibile, ma può portare a scelte dannose. Un romanzo va proposto solo se siamo sicuri di aver dato il massimo e non possiamo fare di più. In caso contrario rischiamo di bruciarlo.

In secondo luogo, mai scoraggiarsi. Oggi come oggi pubblicare è facilissimo, se ci si accontenta di farlo in self publishing. Ma se si vuole approdare a una casa editrice, la strada è quasi sempre in salita. Chi scrive va spesso incontro a molte delusioni. Non bisogna scoraggiarsi. La tenacia è parte essenziale del mestiere di scrivere.

Infine, un ultimo consiglio. Come ho detto prima, spesso abbiamo fretta di vedere pubblicato il nostro lavoro. Questo ci espone al rischio di cadere nella trappola dei cosiddetti “editori a pagamento”, che non sono veri editori. Lo sconsiglio. Pubblicare con uno di loro significa solo illudersi. Meglio pazientare e attendere il nostro momento con perseveranza.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri? Dove ti potremo incontrare? Prossime uscite?

Come tu sai, attualmente ho in corso due serie di gialli storici: la serie di Marco Leon, ambientata nel ’700, e quella di Teodoro Valier, ambientata nell’800.

Per quanto riguarda la prima, dopo essere arrivato al sesto volume sento il bisogno di una pausa di riflessione. È probabile che riprenderò la serie in futuro, ma per il momento la metterò a riposo.

Per quanto concerne Valier, invece, prevedo senz’altro di continuare. Ovviamente finché i lettori mi sosterranno. Se le cose vanno come previsto, già quest’anno dovrebbe uscire il terzo volume. Non so quando. Poi… si vedrà.

 

Ringrazio tantissimo Paolo Lanzotti per la disponibilità e la gentilezza nel dedicarmi il suo tempo. A presto con il prossimo appuntamento!

Vorreste vedere l’intervista di qualche autore in particolare? Fatemelo sapere nei commenti e io farò il possibile!

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