E’ piaciuta la disposizione centrale del palco all’Arena di Verona: promoters ed artisti sognano concerti sold-out con il pubblico a 360°

In questo sciagurato 2020, tutte le nostre abitudini sono state stravolte dalla pandemia di coronavirus. Basti pensare al modo con cui ci si rapporta ora con un’altra persona, impensabile una stretta di mano, un abbraccio… Il distanziamento sociale è entrato di prepotenza nella nostra vita quotidiana, in tutti gli aspetti. E anche durante l’estate, in quei tre mesi di apparente ritorno alla normalità, il concetto di distanziamento è stato l’imperativo per il mondo dello spettacolo. Gli organizzatori dei grandi eventi hanno dovuto rimodulare quelle pochissime manifestazioni che si sono potute salvare; manifestazioni che hanno interessato per lo più artisti italiani.

Verona, piazza da sempre al centro dell’attenzione in questo settore per la presenza dell’Arena; per favorire il rispetto di queste misure ha dovuto rivedere la classica disposizione con il palco alloggiato sotto la curva nord a favore di una inedita versione con il palco centrale.

Concerti Arena di Verona

L’Arena di Verona ha ospitato durante l’estate 2020 tutti i concerti con il palco posizionato al centro dell’anfiteatro.

A dare il la, in pieno lockdown è stata Diodato con la registrazione di “Fa rumore” per l’Europe Shine a Light.

Tutto è iniziato con Diodato, quando ancora in pieno lockdown ha metaforicamente riaperto i cancelli dell’Arena di Verona per l’Eurovision “Europe Shine a Light”. In una Arena desolatamente vuota che si è mostrata in tutta la sua nuda bellezza, Diodato ha portato in concorso per l’Italia la sua “Fa rumore”. Lo spettacolo, trasmesso in Eurovisione è entrato in milioni di case, ed ha fatto da apripista per tutte le manifestazioni che si sono poi svolte in Arena, sia di musica classica che di musica pop/rock; per tutte queste è stato infatti mantenuto il palco centrale con il pubblico che idealmente lo abbracciava a 360°

Diodato canta in una Arena completamente deserta “Fa rumore”

La soluzione è piaciuta molto agli spettatori, ma anche ai promoter di eventi musicali e da quanto si apprende, anche direttamente a diversi artisti. Alcuni hanno già iniziato a sondare il terreno sulla possibilità di tenere in Arena, a pandemia conclusa, un concerto con il palco disposto centralmente. Va detto che il palco centrale non è una assoluta novità per l’anfiteatro veronese, nel 2018, Claudio Baglioni ha tenuto il suo spettacolo “Al centro” con questa disposizione; ma si è trattato di uno concept atipico di concerto, studiato appositamente per la trasmissione televisiva.

Il palco centrale in Arena: una soluzione nuovamente adottabile, ma con non poche difficoltà.

Adottare questa configurazione è possibile, ma allo stesso tempo comporta tutta una serie di difficoltà organizzative; gli spettacoli con il palco centrale dovrebbero essere concentrati ad inizio o a fine stagione, in quanto non compatibili con la struttura della platea. Altro aspetto non trascurabile sarebbe la totale assenza di copertura. Montare un palco coperto non è infatti possibile per la mancanza di adeguati basamenti al centro del monumento.

Gli artisti di conseguenza, dovrebbero assicurare ai promoters la disponibilità ad esibirsi anche sotto la pioggia; ammesso e concesso che questo sia possibile per questioni di sicurezza (basti pensare a quante apparecchiature sotto tensione sono presenti su un palcoscenico).

Altro aspetto delicato, ma sicuramente più gestibile è la disposizione dell’amplificazione; esclusa la possibilità di montare le classiche torri audio, le soluzioni che restano sono due; entrambe già provate. La prima, che è anche la più spettacolare; prevede di “sospendere” i diffusori nell’anfiteatro grazie all’utilizzo di due o più autogrù posizionate all’esterno dell’Arena. Questa soluzione; adottata da Luciano Ligabue in un suo concerto del 1999 implica però costi di gestione notevolmente più elevati. Una seconda strada, più percorribile dal punto di vista economico e provata in occasione dei concerti di Roger Waters nel 2006 per ricreare l’effetto dolby surround; prevede di posizionare torri audio di dimensioni molto più contenute lungo tutto il perimetro dell’Arena.

Il backstage dei concerti di Luciano Ligabue all’Arena di Verona del 1999: i primi senza la struttura portante del palco all’interno dell’anfiteatro.

Aspettando il ritorno alla normalità, per ora il mondo dei concerti si limita a riprogrammare alcune delle date annullate quest’anno.

Manca vedere l’Arena straripante di pubblico, manca sentire la musica nei teatri, mancano i rumors che solitamente aleggiano nell’aria autunnale circa le nuove tournee dei vari artisti. Al momento per la stagione 2021 in Arena sono stati solamente riprogrammati alcuni dei concerti annullati quest’anno; l’incertezza è ancora molta e probabilmente si dovrà capire l’evoluzione futura della pandemia perché il brulicante mondo dello spettacolo inizi nuovamente a muoversi.

Foto Roberto Tommasini/LivePhotoMusic

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