Tra canzoni, ironia e riflessioni: Ermal Meta chiude il tour a Mondovì

Il racconto e le foto della serata a cura di Renata Roattino @jhonninaphoto

È stata Mondovì a mettere il punto finale sul Live Estate 2026 di Ermal Meta. Il cantautore ha concluso nella città piemontese il suo tour estivo, regalando al pubblico una serata costruita sulle canzoni, sulle emozioni e su quel dialogo continuo con la platea che da sempre accompagna i suoi concerti.

Per l’ultima tappa del tour, la scelta è caduta sui Giardini del Museo Civico della Stampa, una delle location più caratteristiche e affascinanti della città. Uno spazio raccolto, lontano dalle grandi arene e dalle piazze più dispersive, che ha dato alla serata una dimensione particolarmente intima. Un vero fiore all’occhiello di Mondovì, capace di valorizzare un appuntamento musicale importante attraverso una cornice che unisce storia, cultura e bellezza.

 

 

Il concerto, inizialmente previsto per il 17 luglio in piazza Unità d’Italia e poi rinviato per motivi tecnico-organizzativi, ha così trovato una nuova casa all’interno del Movì – Mondovì Music Festival. Una variazione che non ha spento l’attesa del pubblico, arrivato ai Giardini del Museo della Stampa per accompagnare Ermal Meta nell’ultima tappa di un percorso cominciato all’inizio dell’estate.

Il Live Estate 2026 aveva preso il via il 1° giugno da Carloforte, attraversando nei mesi successivi diverse località italiane. Un lungo itinerario musicale arrivato alle sue battute conclusive con la data di Lanciano del 15 settembre e poi con il gran finale monregalese.

Sul palco, Ermal Meta ha dato spazio a un repertorio che racconta le diverse stagioni della sua carriera. Un percorso iniziato con La Fame di Camilla e proseguito con la fortunata esperienza da solista, tra partecipazioni al Festival di Sanremo, riconoscimenti e canzoni diventate parte del suo repertorio più amato.

La musica ha fatto da filo conduttore a una serata nella quale vecchi e nuovi brani hanno trovato posto uno accanto all’altro. Sono arrivati pezzi come A parte te, Piccola anima, Ragazza paradiso e Vietato morire, insieme a Non mi avete fatto niente e Un milione di cose da dirti. Spazio anche alla produzione più recente dell’artista, con Stella stellina, portata da Meta sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo.

Un repertorio eterogeneo, ma attraversato da una costante: la centralità delle parole. È nella scrittura che Ermal Meta continua a trovare una delle sue cifre più riconoscibili. Le sue canzoni raccontano sentimenti e situazioni personali, ma hanno la capacità di allargarsi fino a diventare patrimonio di chi le ascolta. Ed è proprio dal vivo che questo meccanismo diventa più evidente, quando una canzone smette di appartenere soltanto a chi l’ha scritta e viene restituita al pubblico.

A Mondovì, però, le parole non sono rimaste soltanto quelle delle canzoni. Per tutta la serata Ermal ha mostrato una particolare voglia di interagire con la platea, lasciandosi coinvolgere da quello che accadeva davanti al palco e trasformando diversi momenti in veri e propri siparietti.

A finire nel mirino della sua ironia sono stati anche i suoi “Lupi”, come vengono da sempre chiamati i fan di Ermal Meta. In alcuni momenti, trascinati dall’entusiasmo, i cori del pubblico sono diventati particolarmente energici, con qualche voce che, presa dalla foga, ha finito per perdere inevitabilmente qualche nota. Meta ha giocato con la situazione, facendo notare con il sorriso come quei cori così appassionati potessero, a tratti, metterlo in difficoltà e mandarlo fuori tonalità.

Da lì è arrivata anche una delle battute più pungenti della serata. Parlando della propria voce e delle difficoltà del canto dal vivo, Ermal ha sottolineato, con il suo consueto sarcasmo, che quella che il pubblico stava ascoltando era tutta farina della sua ugola, senza “aiuti intermedi”. Una frecciata che non era rivolta alla platea, ma che richiamava chiaramente il tema dell’autotune e dell’utilizzo di supporti vocali nelle esibizioni dal vivo. Una battuta senza nomi e affidata all’ironia, che il pubblico ha raccolto immediatamente.

Il rapporto diretto con la platea ha prodotto anche altri momenti spontanei. Tra le persone coinvolte nelle sue improvvisazioni c’è stata la signora Patrizia, finita bonariamente al centro dell’attenzione per alcuni interventi durante il concerto e, soprattutto, per i suoi riferimenti a Elisa. Ermal ha colto l’occasione per scherzare con lei e per “percularla” affettuosamente, trasformando anche una situazione nata casualmente tra il pubblico in uno dei momenti più divertenti della serata.

Ma accanto alle battute e alla leggerezza c’è stato anche un momento nel quale il tono è cambiato radicalmente. Ermal Meta ha scelto infatti di prendersi del tempo sul palco per parlare direttamente con il pubblico di ciò che accade nel mondo e, in particolare, della situazione in Palestina.

Un intervento arrivato in giorni nei quali il rapporto tra musica, artisti e questione palestinese era tornato al centro dell’attenzione anche dopo le vicende legate a Ed Sheeran e alle prese di posizione espresse pubblicamente da Macklemore. Ma il discorso di Meta è andato oltre il singolo episodio, concentrandosi soprattutto sul modo in cui ciascuno di noi sceglie di guardare la realtà.

L’artista ha parlato della paura, di quella paura che può portarci a chiudere gli occhi, a non sentirci più coinvolti e a smettere di essere solidali con il prossimo. Ha invitato il pubblico a non fare finta di nulla di fronte a ciò che accade intorno a noi e a non considerare sufficiente ciò che arriva attraverso i social.

Proprio sui social Meta ha posto l’accento sulla necessità di andare oltre ciò che ci viene mostrato. Le piattaforme, ha osservato, tendono a proporci contenuti selezionati e una parte soltanto della realtà, rendendo ancora più importante la scelta individuale di informarsi, approfondire e cercare di comprendere ciò che accade al di là del proprio schermo.

Il suo invito è stato quindi quello di informarsi seriamente, di non affidarsi soltanto a ciò che viene proposto dagli algoritmi e di non voltarsi dall’altra parte davanti a situazioni che riguardano altre persone. Un ragionamento accompagnato da un altro concetto centrale: la possibilità di cambiare le cose, anche attraverso piccoli gesti e scelte quotidiane, imparando a dire dei “no” e soprattutto a non far finta di nulla.

Un momento intenso, nel quale il concerto ha assunto per alcuni minuti una dimensione diversa. Non più soltanto musica e intrattenimento, ma uno spazio nel quale l’artista ha scelto di condividere con il pubblico una riflessione personale e di invitare chi ascoltava a mantenere uno sguardo aperto su ciò che succede nel mondo.

Poi la musica è tornata a prendersi il suo spazio e il pubblico ha ripreso ad accompagnare Ermal Meta nelle sue canzoni, con quella partecipazione che ha caratterizzato l’intera serata. La vicinanza tra il palco e la platea, favorita anche dalle dimensioni della location, ha contribuito a creare un’atmosfera particolare, nella quale le voci del pubblico si sono spesso unite a quella dell’artista.

Per una serata conclusiva, non poteva mancare anche quella sensazione tipica dei finali: la consapevolezza che dopo quelle ultime note il viaggio estivo sarebbe arrivato definitivamente al termine. Mese dopo mese, città dopo città, il Live Estate 2026 ha accompagnato Ermal Meta attraverso l’Italia, fino a trovare proprio a Mondovì il suo ultimo palcoscenico.

La città piemontese ha così avuto il privilegio di ospitare l’ultima tappa del tour e di trasformarsi, per una sera, nel punto d’incontro tra la storia musicale di Ermal Meta e il suo pubblico. Un pubblico che lo ha seguito cantando, ridendo con lui, partecipando ai suoi scherzi e ascoltandolo anche nei momenti in cui dalle canzoni si è passati alla riflessione.

Quando il concerto è arrivato alle battute finali e le ultime note hanno lasciato il palco, è rimasta quella particolare atmosfera che appartiene alle serate capaci di lasciare qualcosa. Non soltanto la musica ascoltata, ma il ricordo di aver condiviso un momento speciale, fatto di canzoni, parole, risate e pensieri.

Il Live Estate 2026 si è chiuso dunque a Mondovì, in una delle cornici più preziose della città. Una serata di musica e partecipazione che ha portato in Piemonte il gran finale del tour e che ha lasciato al pubblico monregalese una notte da ricordare.

Ecco le foto della serata a cura di Renata Roattino @jhonninaphoto:

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