Incontro con il cantante Klyders in occasione dell’uscita del suo ultimo singolo, “There’s No Way (That I’ll stop loving you)”, Edizioni Principio.
Una ballad dal respiro internazionale, quella di cui parliamo, legata all’amore, alle sue sfaccettature e vulnerabilità.
Vi lasciamo a questa nostra intervista, alle parole di Klyders, al suo futuro artistico.
Ti ringraziamo per aver accolto il nostro invito, Klyders. “There’s No Way (That I’ll stop loving you)” funge da titolo al tuo nuovo singolo, una ballad che racchiude in sé le vulnerabilità dell’amore, insieme alla sua forza, per un progetto prodotto da Vladi Tosetto. Cosa dire su come ha preso forma il tutto?
Il progetto ha preso forma dalla semplice idea di voler tornare alla musica suonata con dei musicisti che mettono in primo piano la loro sensibilità e qualità artistica, guidati dall’abile Vladi Tosetto. Lo stesso Tosetto è presente anche come musicista, arrangiatore e pianoplayer. Ne approfitto, a tal proposito, per citare proprio i musicisti: Francesco Isola, un batterista abilissimo di scuola inglese, Amedeo Bianchi, sassofonista eccelso che suona anche in tour con Antonello Venditti, Andrea Maddalone, fantastico chitarrista legato anche a Renato Zero e tanti altri musicisti che si aggregheranno di volta in volta.
Quanto conta per te l’amore, specie nelle tue canzoni?
L’amore conta moltissimo ed è da sempre parte dei miei testi che prendono forma, di volta in volta, anche grazie alla collaborazione con l’autrice americana Kathy Shriner. Parliamo di una grande performer, cantante e dancer classica e moderna. Cerco di approfondire, come possibile, i vari stati d’animo dell’essere umano trasmettendoli a chi mi ascolterà, con tutto l’affetto possibile.
Cosa ti ha portato la collaborazione con Vladi Tosetto?
Questa collaborazione mi ha concesso l’opportunità di potermi esprimere musicalmente, inoltrandomi in situazioni interessanti, tra accordi e giri armonici complessi e, allo stesso tempo, recepiti come semplici. È il caso di “Come Saprei”, composta da Vladi. Canzoni che oggi non si sentono più ma restano bellissime! Dico questo perché le canzoni devono continuare ad avere una linea melodica interessante, difatti è stato proprio questo il primo insegnamento che Vladi ha voluto trasmettermi.
Ti piacerebbe presenziare ad un programma musicale?
Si, mi piacerebbe molto!
Chi è Klyders e come ha preso forma questa tua passione per la musica?
Ho un’esperienza musicale da autodidatta ed ho appreso i primi rudimenti del canto ascoltando artisti come Stevie Wonder e Michael Jackson. Ho cercato, nel mio piccolo, di comprendere la loro vocalità e musicalità per poi seguire una linea personale, cercando di restare il più possibile affine a me stesso. Suono il piano, la chitarra e il basso in tutti i miei brani. Potrei definirmi una sorta di one man band coadiuvato da un multitraccia per sovrapporre i suoni. Amo creare nuove canzoni dal nulla, vederle prendere forma piano piano.
Cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro artistico, quali progetti futuri?
Per il futuro posso anticiparvi l’uscita negli USA, in Messico, Chile, Argentina e Colombia, sperando di incontrare il più possibile il favore del pubblico. Tra l’altro, ho in preparazione un nuovo singolo un pò più ritmato con una bassline potente tra chitarre, batteria e sax di alta qualità. Il canto e i cori sono realizzati proprio da me, con le sovrapposizioni, come è accaduto in “There’s no way”.
Alessia Giallonardo per LiveMedia24