La buona notizia è che leggiamo di più. Quella cattiva è come lo facciamo.

I lettori aumentano e le vacanze restano il momento ideale per aprire un libro. La vera domanda, però, è un'altra: sappiamo ancora concederci il tempo per leggerlo davvero?

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Qualche giorno fa stavo facendo una delle mie solite ricerche e, contrariamente da quanto mi aspettavo, l’estate continua a essere il periodo dell’anno in cui molti italiani riscoprono il piacere di leggere. Le vacanze, i viaggi in treno, qualche pomeriggio sotto l’ombrellone diventano l’occasione perfetta per aprire quel libro rimasto sul comodino per mesi.

Parlo di dati pubblicati dall’Associazione Italiana Editori e dall’ISTAT, non me lo sto inventando. E raccontano una realtà interessante che all’inizio mi ha fatto ben sperare in un ritorno a una piacevole lentezza fatta di carta e sogni, ma poi…

Continuo: dopo anni di sostanziale stabilità, il numero dei lettori è tornato lentamente a crescere. Sempre più persone dichiarano di leggere almeno un libro all’anno e il fenomeno riguarda soprattutto i più giovani, segno che il libro continua a mantenere un ruolo importante anche nell’epoca dei social e dei contenuti digitali. Forse, qualcosa di buono Tik Tok l’ha fatto.

Ora, nota negativa: se i lettori aumentano, il tempo dedicato alla lettura diminuisce. Già. Oggi si legge più spesso “a piccoli momenti”: qualche pagina prima di dormire, durante gli spostamenti o nei ritagli di tempo. Le lunghe maratone di lettura sono sempre meno frequenti e la concorrenza di smartphone, piattaforme streaming e social network rende più difficile mantenere alta la concentrazione.

L’estate riflette quindi le nostre nuove abitudini: il libro rimane uno dei compagni preferiti delle vacanze, ma le scelte sembrano orientarsi verso letture capaci di catturare subito l’attenzione e mantenerla alta. Gialli, thriller, romanzi storici, narrativa contemporanea e storie ambientate nei luoghi di villeggiatura sono tra i generi più richiesti in libreria durante i mesi estivi.

Gli italiani dunque non hanno smesso di leggere, ma lo fanno in modo diverso. Cercano libri che emozionino fin dalle prime pagine, dedicano meno tempo a ogni sessione di lettura e approfittano delle vacanze per recuperare un’abitudine spesso sacrificata dalla frenesia quotidiana. E se da una parte è un bene e mi fa ben sperare, dall’altro ho l’impressione che pure i libri debbano essere “veloci”: siamo talmente abituati ai tempi record di reel&co che persino i libri si devono adattare a questa nuova realtà.

Non potremmo invece dedicare il giusto tempo alla lettura? Non potremmo prenderci il lusso di gustarci una storia, senza costringere autori e case editrici a fare scelte sempre più difficili?

Forse è proprio questo il vero valore della lettura estiva: non tanto leggere di più, quanto ritrovare il tempo per farlo con calma. Perché, in fondo, ogni estate può diventare l’inizio di una bella storia.

 

Per LiveMedia24 Kety Franzolin

Foto: Pinterest

 

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