Youssef De Luna: sogno ancora di meravigliarmi

Incontro con Youssef De Luna in occasione del suo nuovo singolo, "Citra Scina".

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LiveMedia24 incontra Youssef De Luna in occasione dell’uscita del suo ultimo singolo, “Citra Scina”, di cui ci parla accuratamente.

Un percorso in musica, da sempre apprezzato, e tante nuove idee da realizzare per il futuro.

Vi lasciamo a questa nostra intervista, alle parole di Youssef.

Ti ringraziamo per aver accolto il nostro invito, Youssef. Parlaci del tuo nuovo singolo, “Citra Scina”, e del modo in cui ha preso forma?

Ero a casa da solo e stavo pranzando. Comincio a canticchiare: “theloveyougivetome-theloveyougivetome-theloveyougivetome”, prendo la chitarra e mi viene fuori un riff dal sapore hard rock anni ’80. In quel periodo ero in fissa con la salsa, così ho cominciato ad immaginare una sezione ritmica latineggiante, proprio con quel riff. Il testo, invece, si è sviluppato in seguito ad un sentimento di grande fiducia nei riguardi dell’amore, inteso come forza cosmica. Qualcosa che ci trascina, che ci conduce oltre i nostri piccoli io, verso qualcosa di più grande che possiamo sentire sulla pelle, nei muscoli, nel respiro.

A cosa devi la passione per la musica?

Mio padre, in macchina, ha sempre ascoltato buona musica, dai Pink Floyd, ai Dire Straits, fino a De Andrè e poi Zucchero e molto altro. Do tanto in tanto, poi, prendeva la chitarra classica, la strimpellava e cantava. Con mio fratello, Antonio Guerrieri, che ha registrato con me l’assolo di chitarra in “Citra Scina”, abbiamo iniziato ad ascoltare i Led Zeppelin, i Deep Purple, fino ai Black Sabbath… Eravamo estasiati da tutta quella energia, da quell’impatto sonoro. Chiedemmo a mio padre di comprarci una batteria e, per la gioia del vicinato, lo fece…

Cosa dire de Le Maschere, la prima band, e di quella prima importante collaborazione?

Studiavo Filosofia a Milano, dove vivo ancora, all’epoca. Avevo delle nuove canzoni che non vedevo l’ora di suonare dal vivo e, in Puglia, non lontano dal paese dove sono nato e cresciuto, organizzavano un contest per inediti, il Monterotaro Rock Festival. Partecipai insieme ai miei fratelli con il nome “Le Maschere”, questo perché ero affascinato dai romanzi di Pirandello. Abbiamo vinto il primo posto con il brano “Non C’è Limite”. A Milano, però, non avevo ancora una band. Conosco, successivamente, Luciano Cotti (batteria) e Emiliano Bonanomi (chitarra) su un sito per musicist. In trio abbiamo suoniamo in vari locali della Lombardia, fino ad aprire, nel 2015, il concerto di Levante al Fara Rock. Un periodo che ricordo con immensa gioia. Purtroppo una brutta tendinite al braccio mi ha impedito di suonare il basso per più di un anno e, alla fine, ci siamo sciolti. Quella pausa mi è servita per riconsiderare il mio modo di fare musica.

Quali palchi vorresti calcare, quali artisti incrociare per una futura collaborazione?

Essendo anche attore, sento una fascinazione per luoghi come il Teatro Greco di Siracusa o il Teatro Grande di Pompei. La mia band ideale, quella che sogno, è costituita da: Bill Frisell alla chitarra, Ruben Rodriguez al basso, Vinnie Colaiuta alla batteria e Mike Garson al piano e alle tastiere. Anche scrivere una canzone insieme a Paul McCartney non mi dispiacerebbe affatto.

Chi è Youssef e cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro artistico?

Youssef è una persona a cui piace ancora meravigliarsi e sono alla continua ricerca di suoni, ritmi, canzoni, film, poesie, spettacoli, persone, animali, piante, paesaggi e situazioni che possano portarmi a questo. Spero di poter condividere questa meraviglia con più persone possibili.

Alessia Giallonardo per LiveMedia24

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