Luisiana ci presenta l’album “La paura non esiste”
Un primo album per il siciliano Luisiana, "La paura non esiste".
Un primo, importante, album per Luisiana, un giovane cantante siciliano innamorato da sempre della musica, “La paura non esiste”.
Un disco dalle sonorità pop, un progetto particolare, che ci riporta alle fragilità dell’uomo.
Vi lasciamo a questa nostra intervista, alla scoperta di questo album di Luisiana, “La paura non esiste”.
Ti ringraziamo per aver accolto il nostro invito, Luisiana. “La paura non esiste” funge da titolo al tuo primo disco dalle sonorità alternative pop e synth pop. Come ha preso forma questo progetto?
Sono io che ringrazio voi per l’invito. “La paura non esiste” si è sviluppato nell’arco di diversi anni, tra scrittura, cambiamenti personali e ricerca artistica. Sentivo il bisogno di raccontare emozioni che spesso tendiamo a nascondere, come l’ansia, il senso di inadeguatezza e la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo. Musicalmente ho cercato un equilibrio tra sonorità synth pop, atmosfere dream pop e una sensibilità più lo-fi, creando un universo sonoro che fosse intimo ma allo stesso tempo aperto e coinvolgente. Più che un semplice disco, lo considero un percorso di consapevolezza.
In questo disco parli di ansie, di fragilità, di situazioni che attanagliano giovani e meno giovani. Quanta rilevanza ha dentro di te ogni singolo aspetto?
Hanno una rilevanza enorme perché sono temi che ho vissuto in prima persona e che continuo a osservare nelle persone che mi circondano. Credo che la fragilità faccia parte dell’esperienza umana e che parlarne apertamente rappresenti un atto di sincerità e, in qualche modo, di resistenza. Non volevo dare risposte o insegnare qualcosa a qualcuno, ma condividere domande e sensazioni. Se chi ascolta riesce a riconoscersi in una canzone, allora quel dialogo si è già creato.
Un brano a cui tieni in modo particolare di cui poterci parlare in questa nostra intervista?
Probabilmente la title track, “La paura non esiste”. È il brano che racchiude meglio il significato dell’intero progetto. Nasce dalla riflessione che molte delle paure che ci limitano sono costruzioni mentali che finiscono per diventare più grandi della realtà stessa. Non significa negare le difficoltà, ma provare a guardarle da una prospettiva diversa. È una canzone che ancora oggi sento molto vicina e che rappresenta bene il momento in cui è nato questo disco.
Quanto amore per la musica e come ha avuto inizio questo percorso?
La musica è sempre stata una presenza costante nella mia vita. Prima ancora di pensare di pubblicare canzoni, era il modo più naturale che avevo per esprimermi e dare ordine ai pensieri. Il percorso è iniziato con la curiosità di scrivere e sperimentare, senza particolari aspettative. Col tempo è diventata una necessità creativa e una forma di comunicazione. Ancora oggi cerco di conservare quello stesso entusiasmo che avevo agli inizi.
Sei tra i finalisti del Music For Change 2026, un contesto particolare, in cui hai avuto rilevanza perché di nazionalità italiana. Come vivi tutto ciò?
Essere tra i finalisti di Music For Change è un’esperienza che vivo con grande gratitudine e senso di responsabilità. È un contesto che mette al centro il valore dei contenuti e la capacità della musica di generare riflessioni e confronto. Al di là di qualsiasi etichetta o provenienza, quello che conta davvero per me è poter condividere il mio percorso artistico con persone che credono nel potere della musica come strumento di dialogo. È un’opportunità importante di crescita, sia umana che professionale, e sto cercando di viverla con apertura e curiosità.
Alessia Giallonardo per LiveMedia24

I commenti sono chiusi.