Melania Fiore, porto in scena “Ero, L’ultima Luce”

Melania Fiore in scena con "Ero, L’ultima Luce", spettacolo ad opera di Alessandro Pertosa.

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LiveMedia24 incontra l’attrice Melania Fiore in occasione dello spettacolo, “Ero, L’ultima Luce”, di cui è assoluta protagonista.

Uno spettacolo che regala tanto all’artista e che ha vissuto, prima di oggi, soltanto attraverso I suoi studi.

Vi lasciamo a questa nostra intervista, alle parole dell’attrice.

Ti ringraziamo per aver accolto l’invito di LiveMedia24, Melania. Da questo luglio sei in impegnata nello spettacolo “Ero, L’ultima luce”, ad opera di Alessandro Pertosa. Cosa raccontare di questa esperienza di cui sei unica protagonista?

Di certo posso dirvi che questq esperienza mi gratifica molto come artista. Ho la possibilità di vestire i panni di Ero, sacerdotessa di Afrodite, una figura che conoscevo soltanto attraverso gli studi accademici, letterari. Poter vivere questo ruolo mi ha avvicinata ancor più a questa figura straordinaria e all’amore che rappresenta.

Tra l’altro, come espresso poc’anzi, sei protagonista assoluta in scena?

Si, anche se non è la prima volta che sono protagonista assoluta. Questo spettacolo, differentemente da tutti gli altri, tende a designare una sorta di maturità scenica che penso di aver raggiunto, con il passare degli anni.

Come ha preso forma la tua passione per la recitazione?

Potrei dirti che in parte mi è stata trasmessa da mia madre, una donna profondamente legata al teatro. Quando ero piccola mi portava in teatro, al Tenda, ad assistere ad alcuni spettacoli per bambini. Il ricordo più antico e bello che ho di allora, di questo grande amore per la recitazione. A quattordici anni ho cominciato a fare le cose seriamente, passando dall’Accademia alla Scuola biennale di Mario Scaccia al Teatro Molière. Essere attrice, oggi, rappresenta qualcosa di molto complicato. Occorre avere una buona forza di volontà e tanta determinazione.

Cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro artistico?

Mi auguro, oltre ogni cosa, di poter continuare a vivere il teatro, il più, possibile, senza dimenticare l’importanza che ha per me il cinema, un linguaggio completamente diverso. A tal proposito, resta indimenticabile l’esperienza con Paolo Sorrentino con l’occasione legata a “La Grande Bellezza”.

Alessia Giallonardo per LiveMedia24

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