Cristina Zangerolami: tra romance e mistero, scrivere per vivere mille vite

Dall’avvocatura alla narrativa: l’autrice veneta si racconta tra ispirazioni, emozioni e storie che nascono dalla vita quotidiana, aspettando di incontrarla a Veneto in Copertina e al Salone del Libro.

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Il Veneto è un territorio ricco di talenti artistici; ce ne sono così tanti che scoprirli tutti è quasi impossibile, soprattutto se si resta nell’ombra di nomi più noti che catalizzano l’attenzione. Ecco perché oggi ho deciso di parlarvi di un’autrice già apprezzata da molti, ma che merita di essere conosciuta ancor di più.

Oggi vi presento Cristina Zangerolami, autrice di romanzi romance e gialli, partecipante alla terza edizione della fiera letteraria Veneto in Copertina e alla prossima edizione del Salone del Libro di maggio. Un’autrice capace di emozionare con storie che toccano le corde più intime dei suoi lettori. E se sul web si trovano informazioni sui suoi libri (tra i tanti, ricordiamo A Nice Guy, Quello che non sai, Il curatore di anime), poco si sa di lei.

Cristina Zangerolami, classe 1972, è un avvocato “per scelta, passione e vocazione”. Si definisce

camaleontica perché racchiude in sé infinite sfumature, che l’hanno portata alla scrittura non appena ha avuto la possibilità di dedicarsi di più a sé stessa. L’ho incontrata oggi per voi.

1 – Dove nasce la tua passione per la scrittura? Quanto è importante nella tua vita?

La mia passione per la scrittura è nata con me, si può dire, perché fin da bambina amavo scrivere piccoli racconti e inventare storie e favole. La fantasia non mi è mai mancata. Semmai il tempo, ed ecco perché mi ci sono dedicata tardi, nel momento in cui ho cominciato ad avere un po’ più di tempo per me. Il periodo dell’isolamento dovuto al Covid ha dato il “la” a questa bellissima avventura.

Per me scrivere è importantissimo. Significa esprimermi a trecentosessanta gradi, senza filtri né paletti, e mi permette di immaginare di essere chiunque e ovunque, senza tempo e senza luogo. Sono stata dappertutto nei miei libri e conosco benissimo posti che non ho mai visitato. Senza voler fare paragoni, mi sento una specie di Emilio Salgari del mondo romance.

2 – Chi sono gli autori a cui ti ispiri?

Sparks e Musso. Sono avida dei loro libri e delle loro storie. Del primo amo il romanticismo che traspare dalle sue parole; del secondo, la capacità di scrivere e tenerti incollata alle pagine con quel modo misterioso di raccontare. Nel mio stile – senza assolutamente permettermi di dire che scrivo come loro – ho cercato di unire i loro approcci; perciò, nei miei romance nulla è come sembra. Tuttavia, per un aspetto mi sono sempre ispirata alla grande Jane Austen: ogni protagonista della storia deve avere, anche malgrado rocambolesche avventure, ciò a cui ambisce. Perché, ebbene lo ammetto, amo il lieto fine.

3 – Da dove nascono le tue storie?

Le mie storie nascono da un dialogo che ascolto, da una scena a cui assisto, da un qualcosa che leggo o anche dai sogni. Sono una grande osservatrice e per me ogni cosa può essere fonte di ispirazione.

4 – Com’è stato scrivere il primo libro e com’è farlo ora? Quali errori hai fatto all’inizio che ora non ripeteresti più?

Quando ho scritto il primo libro è stato molto emozionante. Era un’idea che avevo in serbo da anni, ma non avevo mai trovato il tempo di realizzarla. Quando mi sono resa conto di averlo fatto, mi è sembrato incredibile essere stata capace di scrivere una storia. Soprattutto, mi ha sorpreso che nel giro di poco quella storia fosse piaciuta a una casa editrice che decise di pubblicarla. Ricordo di aver pianto per l’emozione, il cuore che batteva all’impazzata: pura emozione, irripetibile.

Non penso di aver commesso errori grossolani. All’epoca, da inesperta, mi sono rivolta a un’agenzia letteraria, Toniarini Dorazi, e sono stata accompagnata passo passo. Sono stata assistita in modo corretto e professionale. Posso solo ringraziare la mia prima editor, Silvia Messina, della casa editrice di allora, Queen Edizioni, perché con lei ho imparato cosa significa fare un buon editing. Con lei sono cresciuta davvero e in seguito mi ha accompagnato nell’editing di tutti i miei ultimi libri.

5 – Per la promozione del tuo libro A Nice Guy hai realizzato una canzone ascoltabile su YouTube: com’è nata questa idea?

Creare una canzone che accompagnasse il libro A Nice Guy è nata per caso, ma comunque legata al fatto che quando scrivo ascolto musica. Per me, ogni scena, ogni emozione ha una melodia, e quella giusta mi aiuta da sempre a esprimere al meglio i sentimenti. Sono cresciuta con le commedie d’amore americane e le loro belle colonne sonore. Così mi sono detta: perché non fare una canzone che parli della storia di Simon, il protagonista di A Nice Guy? E già che c’ero, perché non realizzare anche il videoclip musicale? Detto, fatto. Mi sono messa subito all’opera ed è stato bellissimo lavorare su entrambi i fronti.

6 – Ti incontreremo a Veneto in Copertina: quali libri potremo trovare?

Si potranno trovare Red, A Nice Guy, Quello che non sai, The Key to Memories e Il Curatore di anime (quest’ultimo è un giallo… ma, come ho già detto, io sono trasversale).

7 – Dopo il VIC2026, ti vedremo anche al prestigioso Salone del Libro a maggio 2026: è la tua prima volta lì? Come ti senti e che cosa ti aspetti?

Non è la mia prima volta al Salone di Torino. Tre dei miei libri erano già stati selezionati nel 2024, quando ho partecipato la prima volta. Il Salone del Libro è una meravigliosa vetrina e mi emoziona sapere che sono stati scelti anche per questa edizione. Che cosa mi aspetto? Di incontrare più persone possibile e di far conoscere a ognuno di loro i miei personaggi, le loro storie e, attraverso essi, un pezzo di me. Ogni mio personaggio è anche un mio Horcrux (Harry Potter docet), ma in senso positivo.

I libri di Cristina sono disponibili in tutte le librerie e online. Ringrazio Cristina per avermi concesso il suo tempo e per aver condiviso la sua storia; non perdete la possibilità di incontrarla il 26 aprile a Dolo o a maggio al Salone del Libro! Non ve ne pentirete!

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