“Separazioni” di Stefano Chiantini, la recensione

Dopo "Una madre" e "Come gocce d'acqua" Stefano Chiantini presenta il suo nuovo film in anteprima

26

 

Il regista Stefano Chiantini 

Dopo Una madre 2024 e Supereroi (nelle sale con il titolo Come gocce d’acqua) 2024,  Stefano Chiantini presenta in anteprima a Torino Film Festival il suo ultimo film: Separazioni. 

Il regista, abruzzese di nascita  e romano di adozione, è noto per avere collaborato in serie televisive  come Tutti pazzi per amoreUn medico in famiglia 8. Per il cinema nel 2003 scrive e dirige il lungometraggio Forse si… forse no…, selezionato nella rassegna del cinema indipendente italiano al Festival di Pesaro. Il 2009 è l’anno di  L’amore non basta, seguito da Isole, vincitore di un Globo d’oro nel 2012.

Nel 2015 dirige il suo quarto lungometraggio Storie sospese, selezionato alle Giornate degli autori di Venezia, seguito da Naufragi (2021), Il ritorno (2022) e Una madre (2023)  Supereroi (2024).

Di seguito la nostra recensione di Supereroi  https://www.livemedia24.com/cinema-televisione/approfondimenti-cinema-tv-cinema/la-recensione-di-supereroi-del-regista-stefano-chiantini/

Il nuovo film, Separazioni

Le dinamiche familiari sono una costante nella produzione del regista di Avezzano (AQ, 1974). Il suo cinema osserva le relazioni parentali con sguardo attento e delicato, con particolare attenzione al disagio interiore ed alle relazioni affettive, spesso inusuali e complicate, tipiche del presente.

Il nuovo film Separazioni, presentato in anteprima al Torino Film Festival e non ancora distribuito nelle sale, sceglie una famiglia tradizionale, apparentemente felice e spensierata, improvvisamente colpita da un grave lutto.

Il regista prende spunto da un fatto realmente accaduto sulle montagne abruzzesi, così vicine per gli abitanti del luogo, considerate una presenza  benevola, eppure  così insidiosa. Il fatto di cronaca parla di quattro escursionisti  travolti da una valanga e ritrovati dopo un mese. Ma nel film di Stefano Chiantini la realtà si perde in una sinossi che molto si distacca dall’accaduto.

Sinossi

Mara (Barbara Bobulova) e Pietro (Adriano Giannini) vivono con i loro figli Laura ed Agostino, la loro esistenza è serena ed equilibrata fino a quando un incidente in montagna coinvolge la figlia che resta dispersa. Improvvisamente le loro vite vengono sopraffatte dal dolore, l’angoscia dell’attesa e dell’indeterminatezza  si impadronisce della loro esistenza fino a stravolgerla completamente.

Di seguito l’intervista a Stefano Chiantini ed agli attori protagonisti

https://www.rai.it/raicinema/video/2025/12/Torino-43—Separazioni—Interviste-fe2aa6a6-0b4b-46df-bb11-c4cc55236611.html

Il dolore che separa

Separazioni è un film sul dolore della perdita che improvvisamente colpisce una normale famiglia.  Può ricordare La stanza del figlio di Nanni Moretti, anche se le differenze sono sostanziali. Stefano Chiantini sceglie di fermarsi ad osservare nell’immediatezza la psicologia dei personaggi nella diversa elaborazione dell’accaduto. Nel suo ultimo film il dolore si insinua nei legami familiari sgretolandoli, mina a poco a poco gli equilibri di un mondo borghese tirato a lucido solo in superficie. Entra nell’animo dei personaggi in modo molto diverso, crea fratture profonde in loro e nelle loro relazioni. Mina le certezze, travolge i riferimenti e determina l’esigenza di un cambiamento sostanziale.

Il film è girato in un bianco e nero elegante dai contrasti accentuati tra i candidi ed imponenti paesaggi della montagna abruzzese ed il chiaroscuro degli ambienti domestici. Per lo stesso Chiantini: “Separazioni è un film dalla scrittura rigorosa, la scelta del bianco e nero e la potenza evocativa della natura divengano i mezzi espressivi attraverso i quali far progredire il racconto”.

Ed in effetti la pellicola colpisce per il rigore stilistico, per le atmosfere introspettive create dalla rarefazione della parola e dall’intensa interpretazione degli attori. Il dolore della perdita è vissuto con grande dignità, si percepisce negli sguardi, nelle reazioni composte ma struggenti, prive di eccessi e sbavature. I tempi ed il ritmo sono dilatati, fatti di silenzi, e di immagini suggestive, forti di significato simbolico. Non si resta indifferenti, si partecipa alla diversa elaborazione del lutto in modo intimo e pacato.

Separazioni 2025 Adriano Giannini

 

Il film sarà nelle sale distribuito da Fandango

Emma Borella per http://LiveMedia24.com

 

I commenti sono chiusi.