Matilda De Angelis e Stefano Accorsi
Sono i protagonisti del thriller psicologico La Lezione diretto da Stefano Mordini, nelle sale dal 5 marzo. Di nuovo assieme come nel lontano 2016 che li vide recitare nel set del grintoso e divertente Veloci come il vento diretto da Matteo Rovere che, si può dire, fu il film di esordio della giovane Matilde De Angelis.
Dopo il successo al botteghino de Le cose non dette di Gabriele Muccino, ancora nelle sale dal 29 gennaio, Stefano Accorsi si presenta agli spettatori con un nuovo film dove recita la parte di un insegnante universitario accusato di molestie sessuali, difeso dall’avvocata Matilda De Angelis.
Sinossi
Tratto dal romanzo omonimo dello scrittore padovano Marco Franzoso, il film, scritto da Stefano Mordini e Luca Infascelli, non si discosta particolarmente dall’opera narrativa. Ambientato nella ventosa Trieste, fa della bella città quasi un personaggio, rendendo giustizia ad uno dei luoghi più iconici d’Italia, omaggiato da artisti e poeti, un po’ trascurato dal cinema.
La Lezione inizia in un’aula di tribunale con l’arringa della bella avvocatessa Elisabetta (Matilda De Angelis) che sta concludendo la brillante difesa del professore Valder (Stefano Accorsi) accusato di violenza sessuale. Valder, felice di avere dimostrato la sua innocenza, non è però soddisfatto, vuole intentare una nuova causa contro l’università che, a suo dire, non lo ha reintegrato con la dovuta riconoscenza e gli fa mobbing. Per questo chiede ad Elisabetta di assisterlo nuovamente.

L’avvocatessa però prende tempo, in preda ad un disagio indefinito, rifiuta l’incarico, nonostante le sue finanze non siano così rosee.
Elisabetta è preda ad un’inquietudine angosciante, complice l’atmosfera di Trieste con le sue folate di vento che danno vita a ricordi dolorosi quasi materializzati negli angoli e le vie della città. Dal suo passato riemerge un fidanzato violento, Daniele (Marlon Joubert), che la perseguitava con la sua gelosia, i suoi appostamenti e la loro canzone “La canzone dei vecchi amanti” di Jacques Brel nella versione di Franco Battiato che lei sente ancora nell’aria.
Era riuscita a denunciarlo e farlo arrestare ma la carcerazione è finita e lui si aggira ancora per Trieste.
Il progetto raccontato dal regista
Il regista Stefano Mordini, dopo La scuola cattolica (2021), torna al thriller con La lezione sulle orme de Il testimone invisibile del 2018. In conferenza stampa il regista presenta la genesi e l’elaborazione del suo nuovo film.
“Abbiamo iniziato dal romanzo con uno studio su come affrontare questa storia, poi siamo arrivati agli attori e con loro abbiamo riaffrontato il tema entrando dentro la questione, prendendoci rischi, con una sola macchina da presa, guardando lì e ora quello che succedeva, inserendo il vento come elemento di disturbo, cercando un punto di osservazione delicato, preciso, unico che determinasse il fatto che quello che stavamo raccontando aveva una sua necessità e una sua importanza proprio nella sintesi.
Lavorando sul territorio e il suono, sulla canzone che ha segnato l’innamoramento della protagonista e del suo ex compagno, usata come qualcosa che torna, ti insegue, ti riporta dentro quella dimensione, anche quando sei distratto e trovi un momento di libertà. Siamo andati a Trieste, abbiamo guardato i posti, pensando come collocare la città all’interno del rapporto fra casa e città, con al centro una casa di legno fra le colline del Carso, subito sopra la città”

L’amore malato
Dunque nel proseguo del film l’azione scenica si sposta da Trieste, animata dalla Barcolana, in uno chalet di montagna di proprietà del padre in cui la protagonista si trasferisce per affittare la sua casa nel periodo della regata. In questo luogo isolato, in una serata di pioggia, quasi inspiegabilmente l’avvocata sarà raggiunta dal professor Valder.
I due dialogano, si studiano in una sfida in cui il confronto è sempre più serrato e le due prove attoriali impegnative.
Matilda De Angelis, in conferenza stampa alla Festa del Cinema di Roma ha così raccontato l’esperienza del film. “Chiaramente le tematiche della violenza psicologica affondano le radici nell’ambiguità dell’animo umano. L’abuso psicologico, la violenza psicologica ed emotiva è molto diversa da quella fisica, perché non è rumorosa o palese, non è oggettiva, non c’è prima il dopo di uno schiaffo o un occhio nero, ma fa perno sulla soggettività. È la mia realtà contro la tua, la mia percezione della realtà contro la tua.
Potrebbe accadere a chiunque di noi, dotato di empatia e disposto a dubitare, a mettere in discussione il proprio sistema di pensiero e la percezione della realtà”
Guarda il trailer
La violenza in nome dell’amore
La lezione affronta lo scottante tema della violenza psicologica inflitta alle donne spesso in nome dell’amore. Si sa che nei rapporti di coppia, in cui un individuo prevarica e manipola il partner, spesso si pronunciano parole che sembrano d’affetto. Il film ci fa chiaramente capire che questo non è amore. In primo luogo l’amore non è possesso e men che meno violenza di qualunque genere.
I due protagonisti alla domanda: ” Che cos’è l’amore” rispondono con il loro particolare punto di vista.
Stefano Accorsi racconta: “Una volta ho fatto uno spettacolo sull’Orlando Furioso. Era incentrato sull’amore, e ricordo di aver riflettuto a lungo su questo sentimento. Amore è una parola di sole cinque lettere che sicuramente è fra quelle che usiamo di più nella nostra vita, come anche nei film, nei libri, eccetera. In realtà è un termine che racchiude una miriade di significati, e allora mi viene da pensare che si capisca di più che cosa non sia l’amore.
Definire l’amore è cosa da poeti e letterati. All’amore sono stati dedicati molti romanzi, anzi direi che sull’amore è stata costruita un’intera letteratura, e tuttavia ancora non abbiamo una risposta definitiva. Credo che l’amore, anche nella sua forma sensuale, sia uno dei sentimenti più atavici che esistano e che abbiamo portato con noi in una società che ci ha tolto il problema di nutrirci, di cacciare e di soddisfare una serie di bisogni primari. L’amore resta legato alla nostra natura più profonda, a ciò che siamo fin dai primi momenti della nostra esistenza, forse ancor prima della nascita.
A volte è quasi impossibile essere oggettivi su cosa sia l’amore, però penso che siamo così immersi nella nostra percezione dell’amore e del mondo che, nei casi di violenza o di stalking, facciamo fatica a capire che c’è qualcosa che non va.
L’amore per Matilda De Angelis
Emma Borella per http://LiveMedia24.com

I commenti sono chiusi.