Gli occhi degli altri, la nostra recensione
Jasmine Trinca in stato di grazia, protagonista indiscussa dell'ultimo film di Andrea De Sica
Gli occhi degli altri: un dramma familiare degli anni 70 in un’ élite fatta di potere, dominio e privilegio
Liberamente ispirato ai fatti relativi a Camillo Casati Stampa e sua moglie Anna negli anni 60/70, Gli occhi degli altri, il terzo film del talentuoso Andrea De Sica, nipote del grande Vittorio De Sica, promette una visione che non delude gli amanti del genere drammatico.
La pellicola è ambientata quasi tutta in un’isola dell’ arcipelago Pontino, un luogo di bellezza, circondato dal mare, lontano dai più. In questo spazio idilliaco, nella lussuosa villa del Marchese Lelio e sua moglie, il periodo estivo si consuma tra feste e battute di caccia, in un’atmosfera opulenta, ben raffigurata dalle prime immagini del film, in cui il personale di servizio trasporta in fila indiana le innumerevoli delizie alimentari che poi allieteranno gli invitati nei raffinati convitti.
Un amore licenzioso
Ma il vero protagonista delle prime scene è Lelio, uomo molto influente e particolarmente temuto, interpretato da un magistrale Filippo Timi (Vincere 2010, Saturno contro 2007) perfettamente a suo agio nella parte di una persona di potere che non incontra ostacoli nella vita. In una delle tante feste, approda sull’isola Elena, Jasmine Trinca, accompagnata dal marito. Tra il Marchese ed Elena scoppia una fulminea passione che in brevissimo tempo porta ai reciproci divorzi e al matrimonio dei due.
Gli occhi degli altri osservano i due amanti fin dal primo amplesso, avvenuto dentro il faro dell’isola (alla presenza di un uomo di servizio). Occhi degli altri ai quali Elena offre la sua nudità come atto liberatorio, anticonformista, in un mondo ovattato in cui giungono solo gli echi della società circostante.
Su questa isola privata, per i due coniugi, tutto è possibile nella ricerca del piacere. Il voyeurismo assume toni sempre più accentuati, tanto che gli amanti di Elena si moltiplicano anche pagati da Lelio che ama immortalare le loro intimità con una videocamera super 8.
Tuttavia, ad un certo punto qualcosa si inceppa. Elena cade in una depressione insidiosa, tanto che fatica ad alzarsi dal letto e perde ogni interesse alla vita, mentre Lelio non riesce a comprendere la nuova situazione, per lui inspiegabile.
Jasmine Trinca
Elena è rappresentata da Jasmine Trinca che dà vita al personaggio con una presenza scenica forte, scrutata dalla telecamera senza veli, dapprima nella gioia dell’amore e del sesso liberi, in un secondo momento nella discesa malinconica di una profonda crisi interiore. I primi piani di Elena colpiscono per l’intensità delle espressioni, tanto che questo si può ritenere il migliore ruolo di Jasmine Trinca, disinvolta di fronte alla cinepresa in ogni parte del film. Ciò è stato riconosciuto anche alla Festa Del Cinema di Roma 2025 che le ha conferito il premio quale Migliore Attrice Protagonista per Gli occhi degli altri.
Moltissime le sequenze in cui Jasmine raggiunge gli spettatori con i propri sguardi, in particolare nella scena girata all’interno della Grotta di Pilato sull’isola di Ponza, in cui la sua nudità è letteralmente avvolta da due giovani amanti in un erotismo senza pudori e limiti, consumato davanti allo sguardo compiacente del marito che lei fissa intensamente.
Nel film il personaggio di Elena, ad un certo punto, si stacca dai fatti a cui la pellicola si ispira, per divenire una figura femminile dei nostri giorni, che reclama la propria autonomia e si sottrae al dominio maschile. La sceneggiatura de Gli occhi degli altri, scritta dallo stesso Andrea De Sica con Gianni Romoli e Silvana Tamma racconta una storia di coppia che, pur nella peculiarità degli anni e dell’ambito sociale, è facilmente riconducibile ai delitti passionali del nostro tempo.
Amore e morte
L’intensa storia d’amore tra Lelio ed Elena è fondata su una vita erotica spericolata vissuta in modo unico ed originale. Indubbiamente Lelio colpisce Elena con il suo carisma, il fascino irresistibile, il potere di controllare le vite degli altri. Tuttavia sulla favola del principe e dell’attricetta sconosciuta grava, fin dal suo inizio, un presagio nefasto, un forte senso di morte.
La loro relazione nasce durante una battuta di caccia, nel momento in cui Elena, attirata da quanto sta accadendo, chiede a Lelio di imbracciare il fucile per imparare a sparare. Lelio suggerisce ad Elena di percepire con tutto il corpo l’arma e di divenire un tutt’uno con essa. Lo stesso fucile, ritorna nel film, quando dei turisti, inavvertitamente si avvicinano al pontile di attracco dell’isola. Lelio per farli allontanare spara ripetutamente su di loro di fronte agli sguardi attoniti dei presenti, incapaci di frenare la furia del padrone di casa. Dunque Lelio non ammette sconfitte o impedimenti. E’ pronto a tutto pur di ottenere ciò che desidera. Cerca addirittura di acquistare il nascituro di una coppia di domestici. Per lui non può esistere qualcuno che ostacola la sua felicità. Elena è una sua proprietà, priva di vita propria.
A tal proposito è illuminante la dichiarazione del regista: “Gli occhi degli altri è un film su un passato decadente, che affonda le sue radici nel fascismo, può essere la lente con cui guardare il nostro presente tragico e irrisolto. Non un film d’inchiesta, quindi, né una crime fiction, ma un film che parte dalla cronaca per andare a ricercare qualcosa di diverso, senza nessun tipo di approccio nostalgico al passato. Un viaggio nel tempo: dal mondo dannunziano e decadente della nobiltà nel dopoguerra, al revenge porn e il femminicidio di oggi.” (Andrea De Sica)
Dunque
Gli occhi degli altri tematizza anche alcuni fenomeni dell’oggi, in primo luogo il dominio maschile sulle donne e il grave problema del femminicidio, tristemente attuale.
Alcune note sul regista Andrea De Sica
Andrea De Sica porta un cognome d’autore: è infatti nipote del grande attore e regista Vittorio De Sica.
Andrea è al suo terzo film dopo I figli della notte 2017 e Non mi uccidere 2021.
La sua ultima opera, Gli occhi degli altri, mantiene uno stile riconoscibile, un tocco registico raffinato per la qualità delle immagini e delle inquadrature. L’impronta di De Sica si distingue fin dalla genesi del progetto, nato dalla visione di una villa collocata su uno scoglio impervio di un’isola privata, appartenuta al Marchese Camillo Casati Stampa. La sceneggiatura, opera in parte dello stesso regista, reinterpreta i fatti, rende la vicenda autonoma e accattivante grazie alle numerose ellissi e ai flashback che danno molto dinamismo al film e contribuiscono a tenere alta l’attenzione dello spettatore. Il montaggio impeccabile, nonché una colonna sonora molto piacevole completano la struttura dell’opera.
Guarda il trailer
Il film Gli occhi degli altri è una produzione Vivo film, Wildside, società del gruppo Fremantle, e Vision Distribution in collaborazione con Sky.
Emma Borella per http://LiveMedia24.com

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