Disclosure Day di Steven Spielberg, la nostra recensione

Rivolge lo sguardo al cielo Disclosure Day, ma tiene saldamente i piedi per terra

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Gli alieni di Steven Spielberg

Il mondo degli alieni di Steven Spielberg è popolato da un sorta di mostri buoni che cercano il contatto con gli uomini. Comunicano in modo non verbale, quasi telepatico.

In Incontri ravvicinati del terzo tipo inseriscono l’immagine di una montagna nella testa delle persone e imparano a comunicare con la musica. E.T. stabilisce un contatto profondo con Eliot e i due provano all’unisono le stesse sensazioni. Gli alieni nel finale di A. I. entrano nelle sinapsi del robot protagonista e cambiano la realtà attorno a lui. In Disclosure Day hanno scelto un uomo ed una donna. Daniel Kellner (Josh O’Connor) con un talento eccezionale per la matematica, uomo chiave di un’ agenzia non governativa che si occupa di cybersicurezza, la Wardex Corporation. Margaret Fairchild (Emily Blunt), giornalista televisiva, in possesso di un dono particolare, ovvero entrare nella mente delle persone e percepire i pensieri più reconditi. Entrambi sono all’oscuro di quello che è accaduto e di come gli alieni li hanno scelti per una sorta di missione sulla Terra.

Incipit in media res

Disclosure Day, l’ultimo atteso film del regista 78 enne Steven Spielberg, inizia con sequenze incalzanti in media res. In un palazzetto dello sport, durante una gara di Wrestling, tra il pubblico sta accadendo qualcosa. Si è in piena azione: tra le urla degli spettatori Daniel Kellner (Josh O’Connor) è minacciato da tre sicari ma riesce a farla franca e a fuggire in modo spericolato, portando con sé Jane (Eve Ewson), la donna che ama. Gli uomini della Wardex Corporation  lo inseguono senza tregua, con ogni mezzo, per riappropriarsi di documenti molto preziosi che non dovevano assolutamente essere sottratti.

In un’altra città statunitense, nella sede televisiva di un noto network, Margaret Fairchild (Emily Blunt) si appresta ad andare in onda con il consueto notiziario metereologico divertente e spiritoso. I due personaggi apparentemente non hanno alcuna relazione tra di loro. Non si conoscono, hanno vite distinte e ruoli molto diversi. Non sono consapevoli completamente di ciò che sta accadendo.

La trama del film si snoda tra misteri svelati a poco a poco, messa in scena di sensazioni interiori di Daniel e Margaret di cui avvertono la spinta. Entrambi hanno un motivo per agire, non chiaro. Daniel ruba dei dati secretati dell’agenzia in cui lavora, la verità sugli alieni a lungo tenuta segreta.  Margaret sente di essere nel posto sbagliato, vorrebbe cambiare tipologia di lavoro e città dove vivere, qualcosa in lei vuole una trasformazione, la ricerca di  un altro posto o di un’altra dimensione di vita. C’è per loro una sorta di destino, vagamente percepito, a cui non possono sfuggire. Il disvelamento, a cui allude il titolo, avviene nelle due ore e venti di pellicola, come in una sorta di puzzle  costruito a poco a poco con una serie di indizi disseminati in tutto il film ed esplode nel climax finale.

Il tema religioso

Disclosure Day inscena la classica antinomia tra buoni e cattivi. Tra inseguimenti e fughe si affrontano due prese di posizione antitetiche. Daniel è convinto che la verità su quello che accade nell’agenzia in cui lavora debba essere di dominio pubblico. Avverte il dovere morale di far conoscere tutta la documentazione ora in suo possesso. Al contrario, i suoi nemici, guidati da Noah Scanlon (Colin Firth), coloro che lo inseguono e lo braccano senza tregua, sono fermamente convinti che il suo è un grave errore.

I segreti rivelati possono destabilizzare la popolazione, far crollare molti riferimenti morali e le basi stesse della religiosità. La popolazione quindi non deve conoscere la verità sugli alieni perché non è pronta e non può affrontare un peso morale di tale portata.

Il potere delle immagini

Dunque Disclosure Day mostra il particolare punto di vista del Suo autore. Sembra ormai assodato che gli extraterrestri esistano. Anche se la scienza non ha ancora avvalorato ufficialmente questa tesi. Dal 2023 il tema dei fenomeni anomali, non identificati, più volte segnalati, è uscito dai margini ed è entrato nella sfera ufficiale  delle commissioni governative. Diventa interessante immaginare come possa avvenire la loro conoscenza e ipotizzare le reazioni dell’umanità al loro contatto.

Dato per scontata la loro esistenza, Disclosure Day focalizza l’attenzione sulle ripercussioni nel genere umano. In un momento del Pianeta definito “La crisi più grave da quella missilistica di Cuba”, in cui più volte si nomina la Terza Guerra mondiale e un’inquietudine generalizzata porta ad assalire i supermercati, il tema degli alieni apparentemente stride. Eppure più che mai Disclosure Day apre uno squarcio sulle criticità del mondo umano ed indica una prospettiva di positività e speranza. La strada da percorrere è quella della conoscenza e del contatto profondo tra coscienze.  L’empatia, il dono di Margaret, ferma ogni nemico. Il suo potere di penetrare nelle coscienze, non ha bisogno di armi. Evita ogni conflitto e supera ogni ostacolo. Allo stesso modo la condivisione di un livello superiore di conoscenza senza contrapposizione o dominio di chi la possiede, secondo Spielberg può salvare l’umanità da una caduta vertiginosa.

La meraviglia

Lo sguardo, l’occhio, l’immagine sono i veicoli di trasmissione, di conoscenza e condivisione. Margaret acquista il dono di entrare nella psiche di chi le è vicino, di percepire i turbamenti più remoti e quindi di interagire con ognuno in modo consolatorio. La giornalista ha la capacità di sciogliere ogni sofferenza in uno spiraglio di speranza e positività. Sono gli occhi il veicolo di contatto. Allo stesso modo gli alieni hanno comunicato attraverso dei particolari messaggeri con gli occhi. E sono le immagini quelle che documentano quello che sta avvenendo nei laboratori segreti degli USA. C’è nel film una sorta di circolo di elementi che ritornano. Il mondo dei network, il trionfo delle immagini che è pura esaltazione anche del cinema, il grande amore di Spielberg. L’immagine, richiamo alla “parola” del cinema, esprime più di mille discorsi o commenti. L’interconnessione globale può essere qualcosa che unisce i comuni destini umani, un mezzo per portare alla luce la verità. Si parla di Disclosure Day quasi come di una summa del cinema di Spielberg, un compendio in cui trionfa il suo sguardo innocente e meravigliato sul reale, con gli occhi rivolti verso il cielo.

Vi è nel film una positività quasi disarmante, in linea con il senso di stupore tipico del suo cinema e del suo atteggiamento vitale.

 

 

 

Emma Borella per http://LiveMedia24.com

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