Festival dello Sport: a Trento i grandi campioni e i loro “Momenti di gloria”

Grandi campioni a Trento per il Festival dello Sport 2022

Un sabato al Festival dello Sport 2022, giunto alla sua V edizione, nella città di Trento, località ricca d’arte e storia fra le montagne del Trentino, che per quattro giorni accoglie lo sport.

Approdata in una città tinta di rosa ha colpito subito il manifesto di questa edizione, realizzato dall’artista TvBoy, che emoziona e fa pensare, e così ha fatto il cuore rosa che racchiude le discipline sportive e i nobili valori dello sport.
Il tema scelto per l’edizione 2022 del Festival è “Momenti di gloria” che, come dichiarato alla conferenza stampa, non è solo la vittoria di una medaglia ma anche il grande piazzamento che incorona la carriera di uno sportivo.

Piazze, teatri, musei e palazzi storici si sono aperti a eventi, dibattiti, mostre e camp affiancati da coach professionisti e atleti di grande livello.
Ho visto una città risvegliarsi e animarsi sempre di più. Tantissime persone di tutte le età, cariche di passione e gioia, in attesa del proprio campione preferito con la speranza di portare a casa un autografo o un selfie.E tanti campioni del presente e del passato, protagonisti del grande sport nazionale e internazionale, a raccontare un importante traguardo sportivo, prestazioni che hanno consacrato una carriera e tanti personali aneddoti.

Una sala gremita e accoglienza straripante per Mister Zdenek Zeman, a testimoniare la stima, l’affetto, la gratitudine e perché no anche il divertimento che ha regalato nei suoi 50 anni di carriera, 40 da professionista.

Zdenek Zeman al Festival dello Sport 2022

Maestro di calcio senza mezze misure, la mai negata predilezione per il sistema di gioco 4-3-3, gli schemi d’attacco che hanno permesso alle sue squadre record di gol.
Zeman con la sua semplicità si è sempre battuto per un calcio onesto, sano e lontano dagli scandali.
Durante l’intervista condotta dal vicedirettore della Gazzetta Andrea Di Caro si è ripercorsa tutta la sua storia.
Si parte da Zeman bambino nella sua Praga, durante il regime comunista, e la sua passione per gli sport a iniziare dal pattinaggio sul fiume moldava ghiacciato fino ad arrivare al calcio.
Ricordi di famiglia, dal padre famoso otorinolaringoiatria al nonno che ogni domenica lo portava a vedere le partite di calcio. Fino allo zio materno Cestmir Vycpalek ex giocatore e allenatore due volte Campione d’Italia alla guida della Juventus che gli ha trasmesso la passione del calcio.
Per arrivare all’agosto del 1968 quando si trova in Italia in vacanza e Praga viene invasa dai carri armati sovietici e così la decisione di non rientrare in patria dando inizio a una nuova storia.

Una donna leggenda dello sport italiano, Sara Simeoni, che con leggerezza e ironia racconta i ricordi dei suoi salti che l’hanno portata in alto. Ad essere la prima donna al mondo ad andare oltre i due metri.

Sara Simeoni al Festival dello Sport 2022

Racconta che da piccola voleva danzare, ma era troppo alta e così alle medie le si è presentata l’occasione di fare atletica.
Gli inizi sulle piste in terra battuta, difficili ma divertenti, erano tempi pionieristici. Le possibilità di viaggiare e di vivere nuove avventure attraverso lo sport.
Racconto toccante la sua prima Olimpiade a Monaco nel 1972 dove è arrivata sesta e dove si è detta posso sognare, ce la posso fare, posso migliorare. La magia vissuta nel villaggio olimpico trasformatasi poi in tragedia per l’attentato ai rappresentanti di Israele.
La richiesta a Erminio Azzaro, anche lui saltatore in alto, di essere il suo nuovo allenatore e che poi diventerà suo marito.
Il magico 1978 l’anno in cui ha fatto il record del mondo per due volte.
Emozioni fortissime e grandi applausi nel rivedere lei e i suoi salti alle Olimpiadi di Mosca 1980.
Fino al 1984 a Los Angeles, la sua quarta Olimpiade, dove conquista l’argento arrivato contro ogni previsione, per via di un guaio ad un tendine. Ricorda che gareggiò libera di testa e che tale sforzo ha di fatto concluso la sua carriera.

Gabriel Batistuta e Javier Zanetti, due icone del calcio bianco celeste, hanno fatto impazzire le persone presenti all’Auditorium Santa Chiara, tra aneddoti e curiosità sulla loro carriera e il calcio di oggi.
Il tutto accompagnato da meravigliose note di tango di Nadio Marenco fuoriclasse della fisarmonica.
In chiusura si parla degli imminenti Mondiali in Qatar e Batigol, premettendo che sta parlando da tifoso, nel dire che questa edizione potrebbe essere quella giusta per l’Argentina.

Al Festiva dello Sport c’è anche Arianna Fontana, la regina del ghiaccio, campionessa di short track, salita ben 11 volte sul podio olimpico.
Felice di essere presente a questa manifestazione perché è l’occasione per uno sportivo di condividere la propria storia e raccontare quello che c’è dietro a ogni traguardo.
Dietro ad ogni campione c’è sempre qualcuno di importate dal punto di vista professionale e personale e dietro ad Arianna c’è Anthony.
Anthony Lobello pattinatore Italoamericano e ora suo allenatore.
Loro due oltre ad essere atleta e allenatore sono una coppia, che pretendono l’uno dall’altro e cercano di essere la miglior parte di noi stessi.
Il suo obiettivo sono sempre state le Olimpiadi, colpiscono la sua dolcezza e la sua resiliente tenacia.

Incontro curioso e inaspettato quello tra Fabio Capello e Brunello Cucinelli sul palco del Teatro Sociale. Apparentemente non hanno nulla in comune se non una vita costellata di successi portando il made in Italy in tutto il mondo.
Si sono incontrati a Imola in occasione di un Gran Premio ed è stata subito complicità.
Si parla anche di calcio, ma soprattutto di rispetto che unisce entrambi, di educazione, dignità e fiducia.
E ancora di bellezza, talento, sconfitta, squadra, sacrificio, coraggio.
Entrambi condividono umili origini e preziosi insegnamenti ricevuti di cui fanno tesoro e che esprimono fortemente ogni giorno.

E infine torno a casa facendola un pò mia la frase finale del video d’apertura degli eventi del Festival dello Sport 2022: La gloria è solo di chi non si arrende mai.

 

Foto: Ettore Griffoni

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