Ulderico Pesce in scena con “La rivolta di San Mauro”

Un nuovo spettacolo per Ulderico Pesce, "La rivolta di San Mauro", un progetto particolare e che ha richiesto molta ricerca e studio.

Uno spettacolo importante, “La rivolta di San Mauro”, per l’attore Ulderico Pesce, un progetto che ha richiesto molta esperienza ed una grande e accurata ricerca.

Un progetto, quello dell’artista, che è stato in scena, recentemente, al Teatro di Villa Lazzaroni di Roma, in cui ben presto tornerà per presentare altro.

Vi lasciamo a questa nostra intervista, alle parole di Ulderico Pesce.

Ti ringraziamo per aver accolto nuovamente il nostro invito, Ulderico. Parlaci del tuo ultimo spettacolo, “La rivolta di San Mauro”, e del modo in cui ha preso forma?

Ho faticato molto per costruire questo nuovo spettacolo, specie per rintracciare i documenti storici che lo riguardano, che si rifanno alla Rivolta dei Campanacci del 30 e 31 marzo 1940. Una rivolta popolare antifascista, d’Italia, relativa ad un paesino, San Mauro Forte, della Basilicata, situato in provincia di Matera.

Che risvolti ebbe?

Come conseguenza ebbe ben due morti, dei manifestanti, uccisi proprio da due carabinieri. Ci furono anche cinque feriti e centotrenta arresti.

A cosa ti hanno portato queste ricerche?

Ho dovuto recuperare le carte processuali del ’40 e del ’41, introvabili. Ho, inoltre, intervistato l’ultima testimone, Maria Antonia Marinaro, all’epoca incinta, il cui marito fu ferito e arrestato. Ho avuto modo, tra l’altro, di rintracciare il figlio di una carcerata, Antonia Miccio, all’epoca al primo mese di gravidanza. Perché ho scelto di portare in scena proprio la Rivolta dei Campanacci? Perché in questo paese della Basilicata passavano le mandrie e, a loro modo, avevano una tradizione dei Campanacci molto forte.

Cosa possiamo prendere, fare dunque nostro, da questo testo? 

Possiamo trarre, su tutto, che la dittatura fa, purtroppo, dei gravi danni. Ci sono due morti, in questa storia, cinque feriti e centotrenta persone arrestate per un anno e mezzo, con un bambino nato, tra l’altro, in carcere. Un altro grande insegnamento è legato al fatto che la dittatura va combattuta.

Cosa puoi anticiparci sui tuoi progetti futuri?

Mi piacerebbe poter portare in scena una Medea, anche per via del rapporto tra lei e Giasone. Trovo che Giasone sia, a suo modo, modernissimo.

Alessia Giallonardo per LiveMedia24

Ulderico PesceLa rivolta di San Mauro