Fotografia: scelta del treppiede, parte 2

Dopo gli aspetti generali evidenziati nello scorso articolo, scendiamo ora più nei dettagli e vediamo come scegliere il treppiede giusto per le nostre esigenze.

Come abbiamo visto nello scorso articolo, la scelta del treppiede nella fotografia è molto importante. Continuiamo quindi ad approfondire tutti i vari aspetti da tenere in considerazione.

Peso

Il peso è altresì importante: un cavalletto molto pesante è stabile ed adatto alle lunghe esposizioni, ma è anche scomodo e fastidioso da portarti dietro in alcune occasioni, come ad esempio le escursioni montane, o nei casi in cui c’è bisogno di spostarsi spesso.

Anche in questo caso si scontrano esigenze di utilizzo e portabilità.

Treppiedi pesanti sono quelli che eccedono il chilo e mezzo, arrivando fino a tre chili ed anche oltre. I treppiedi leggeri invece scendono sotto questo valore anche di molto, a volte anche sotto il chilo.

Materiali

Il peso è strettamente legato ai materiali con cui è costruito il prodotto: alluminio, magnesio e titanio hanno pesi generosi, ottima stabilità e staticità in caso di vibrazioni. Sono i materiali più diffusi (soprattutto l’alluminio) e rappresentano la più ampia fascia del mercato. Il motivo è il prezzo: questi materiali hanno un costo relativamente basso, permettendo quindi di realizzare un treppiede con una certa robustezza ad un costo contenuto.

Il carbonio è il materiale che invece garantisce la maggior leggerezza, a scapito di un po’ di stabilità (ma con un eccellente smorzamento delle vibrazioni). Purtroppo i costi di questo materiale sono molto più alti rispetto ai precedenti, e quindi i cavalletti realizzati in fibra di carbonio risultano essere molto costosi. I migliori treppiede in commercio sono tutti realizzati in fibra di carbonio.

 

Stabilità

La stabilità è una caratteristica strutturale di cui devi tenere enorme conto; come detto è influenzata da tutte le caratteristiche precedenti più o meno in questo modo:

  • aumenta all’aumentare del peso e viceversa,
  • è maggiore nei cavalletti meno alti e minore in quelli più alti,
  • è molto maggiore nei cavalletti con la colonna centrale non estesa, mentre diminuisce molto quando la colonna centrale è estesa alla massima altezza.

Oltre che dalle dimensioni e dal peso, la stabilità è influenzata anche da alcuni aspetti costruttivi del treppiede, in particolare:

  • è maggiore quando il numero di sezioni in cui sono suddivise le gambe è minore,
  • può essere aumentata quando al termine inferiore della colonna centrale è collocato di fabbrica un gancio a cui è possibile attaccare pesi (di solito lo stesso zaino fotografico) in modo da bilanciare meglio tutto il sistema,
  • può aumentare anche nel caso in cui i piedi siano studiati per adattarsi ai terreni, ad esempio presentando delle punte d’acciaio da conficcare a terra in determinate occasioni.

 

Portata

Conoscere la portata di un cavalletto è essenziale. Sapere quanto peso un cavalletto possa reggere prima di rompersi, piegarsi o semplicemente cadere a terra è il parametro principale di cui tener conto. Devi sempre scegliere un cavalletto che sia ben rapportato all’attrezzatura che dovrà sostenere.

La portata del cavalletto è indicata dal costruttore in chilogrammi. Solitamente, la portata del treppiede in sé è quasi sempre maggiore del peso della vostra attrezzatura. Il treppiede è studiato appositamente per avere il carico applicato nel centro delle gambe, eliminando così determinate componenti di forze. Il vero problema relativo alla portata è sulla testa fotografica: se si eccede la portata dichiarata per la testa, si rischia di far muovere la sfera (nel caso delle teste a sfera) o di danneggiare le ghiere di serraggio.

In ogni caso, è bene scegliere un cavalletto che abbia una portata molto maggiore del peso che ci andremo a mettere sopra, considerando anche eventuali situazioni meteo non favorevoli.

Prima di acquistare un cavalletto effettua quindi un calcolo il più possibile preciso del peso dell’attrezzatura che hai intenzione di utilizzare.

Tieni in considerazione il peso di:

  • macchina fotografica (completa di batteria e scheda di memoria),
  • eventuale battery grip (completo anch’esso del peso della sua batteria),
  • obiettivo più pesante del tuo corredo,
  • eventuali slitte macro o supporti per il flash,
  • flash o altro tipo di illuminatori,
  • altri accessori collegati alla macchina,
  • testa fotografica che dovrai abbinare al cavalletto.

Effettuato questo calcolo ti basterà moltiplicare il risultato per due (o magari per tre) per sapere quale portata è adatta alle tue esigenze.

 

Costruzione e dettagli

Va fatto un breve cenno ad alcuni dettagli.

Innanzitutto, le sezioni delle gambe dei treppiedi sono serrate da vari sistemi: possono essere chiuse a morsa, o strette da una vite.

I sistemi a morsa sono più veloci e pratici, ma durano di meno e possono essere meno sicuri. I modelli migliori di cavalletto presentano la possibilità di “registrare” la chiusura a morsa del cavalletto, rendendola più o meno stretta tramite chiavi a brugola. Questa possibilità è molto utile anche per ovviare al passare del tempo e all’uso, riportando ad un serraggio ottimale una chiusura che subisce un allentamento progressivo.

I sistemi a vite soffrono un po’ meno l’uso intensivo o il passare del tempo, ma sul campo possono essere un po’ meno immediati da utilizzare, soprattutto in caso di serraggi a vite di non ottimale qualità. In più non è sempre agevole capire a colpo d’occhio se le chiusure sono strette o meno, ma vanno ricontrollate ogni volta che sorge il dubbio, per evitare che ti cada tutto a terra.

In secondo luogo alcuni cavalletti non hanno la colonna centrale, ma ti permettono di avvitare la testa o la macchina fotografica direttamente sulla base. E’ una soluzione estremamente stabile, ma purtroppo poco versatile se hai intenzione di cambiare l’altezza dell’inquadratura spesso e/o velocemente.

Poi, alcuni cavalletti hanno la colonna centrale “decentrabile” attraverso vari sistemi. In questo modo la colonna centrale non ti servirà più solo a variare l’altezza, ma anche e soprattutto a collocare la fotocamera in posizioni particolari e creative. Ti può essere molto utile, ad esempio, per la fotografia macro o in tutte quelle situazioni in cui non puoi intervenire sulla posizione del soggetto da fotografare.

Infine, alcuni cavalletti comprendono un monopiede, integrato in una delle gambe o nella colonna centrale. In questo caso ti basta svitare/sfilare il monopiede dalla sua sede per averlo a disposizione. Ti può essere molto comodo se usi spesso il monopiede e non vuoi portarne uno oltre al già ingombrante cavalletto.

 

Gitzo Kit Traveler
Manfrotto Kit 055

 

Manca solo la testa

Nel prossimo articolo ti parlerò delle tipologie di teste fotografiche disponibili e di come sceglierle. Avrai così una guida completa per decidere come spendere al meglio i tuoi soldi su un cavalletto di qualità.

Mattia Radoni per LiveMedia24

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