Focus Stacking: soggetto e paesaggio a fuoco

Avete presente quegli scatti pubblicitari in cui è tutto perfettamente nitido nonostante il soggetto siamo molto ravvicinato? Oppure quelle immagini macro di insetti o fiori in cui è tutto nitido? Queste fotografie non si possono ottenere con un unico scatto. Esiste una tecnica, utile anche nella paesaggistica, chiamata focus stacking che permette di ottenere soggetto e paesaggio a fuoco.

Il problema nasce dall’impossibilità per la macchina fotografica di avere tutto perfettamente a fuoco. Si può utilizzare la distanza iperfocale, ma nelle immagini macro o di prodotto non basta. Serve avere tutto perfettamente nitido. Infatti, la distanza dal soggetto, il diaframma, la lunghezza focale e la posizione della fotocamera, sono tutti elementi che possono influenzare la messa a fuoco e quindi, la parte della foto che risulterà nitida dopo lo scatto.

In questi casi non si riesce ad avere tutto a fuoco in un solo scatto ed è per questo che molti fotografi ricorrono al focus stacking. Consiste nel scattare diverse foto mettendo a fuoco punti differenti del soggetto per poi unirle successivamente.

Ma vediamo come fare.

Di per se è abbastanza semplice. Il concetto è: scattare più immagini mettendo a fuoco prima un estremo della foto e spostando il fuoco verso l’estremo opposto. Nel caso in cui abbia un paesaggio verticale, prima di tutto metto a fuoco ad esempio il soggetto in primo piano. Poi sposto il punto di fuoco verso il centro dell’inquadratura e infine nella parte più alta. È possibile anche dividere la scena in più di tre settori: nelle macro, un soggetto minuscolo viene diviso anche in 20 piani in modo tale da avere la perfezione nella messa a fuoco.

Le cose essenziali sono: il cavalletto e la relativa testa, utilizzare un diaframma abbastanza chiuso in modo tale da ridurre il numero degli scatti, magari un telecomando remoto ed infine scattare in M, in modo tale da ottenere tutte le immagini con la stessa esposizione. Spostando il fuoco si deve cercare di non muovere la fotocamera, così da evitare eventuali fastidi in fase di montaggio.

Conviene inquadrare leggermente di più rispetto alla composizione che abbiamo in mente. Più avanti vedremo perché.

 

 

 

 

Come unire queste foto?

Photoshop corre in nostro aiuto, fortunatamente. Nel caso della paesaggistica, la fusione delle immagini può anche essere fatta manualmente utilizzando le maschere. A seconda della scena, può essere più o meno difficile.

Per nostra fortuna, Photoshop lavora molto bene in questo ambito. Aperto il programma, basta andare su “file”, “automatizza” e poi “Photomerge”. Ti si aprirà una finestra da cui potrai caricare la serie di foto realizzate per il Focus Stacking; scegli “Sfoglia” per cercare all’interno del tuo Hard Disk le foto e assicurati che il “Layout” sia impostato su “Automatico” e che siano disattivate tute le altre opzioni.

Quando Photoshop avrà terminato l’operazione di fusione, ti troverai davanti a un immagine che molto probabilmente avrà i quattro lati con i bordi non allineati. Ecco perché ti abbiamo suggerito nel punto 5 di concederti più spazio nella composizione; non preoccuparti, ci penserai dopo a ritagliarli.

Bene, adesso per completare la procedura di fusione seleziona dal menù “modifica” l’opzione “fusione automatica dei livelli“. Nella finestra che ti comparirà, dovrai selezionare l’opzione “crea serie di immagini” e spunta la casella “toni e colori uniformi“; Per le versione più recenti di Photoshop, “riempimento in base a contenuto per aree trasparenti”. Adesso ti troverai i vari livelli con le parti che non sono a fuoco mascherate e quelle in eccesso che sono state corrette.

Può succedere che le maschere non siano perfette. Magari viene presa qualche zona del piano intermedio e mostrata nel primo piano. Nessun problema, un tocco di pennello e si sistema tutto.

Con questo metodo relativamente semplice del focus stacking si riuscirà ad ottenere soggetto e panorama tutto perfettamente nitido dando un colpo d’occhio non da poco.

Mattia Radoni per LiveMedia24

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